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Addio ponte provvisorio, nominato
l'ingegnere per ripristinare ponte
vecchio. "Riapre a inizio 2019"

“Con l’affidamento diretto del progetto a Scaroni - ha detto Serpagli - abbiamo risparmiato almeno due mesi”. “Un altro mese - ha annunciato Battini - potrebbe essere guadagnato sul trasferimento effettivo dei fondi dal Decreto Fiscale". Che è stato approvato in tempi record: altri 30 giorni risparmiati, è stato detto.

PARMA – Le strade sono due, senza ammissione di repliche: prima si sistemerà il ponte vecchio, poi si penserà a costruire quello nuovo, unendo il territorio che nell’emergenza ha vissuto questo riavvicinamento tra le parti. E per il piano A, quello appunto del rappezzo della struttura ammalata, la buona notizia è che il progetto è già stato affidato in via diretta, essendo il costo contenuto, all’ingegner Fabio Scaroni, che già aveva eseguito i rilievi per comprendere a fondo i danni alla struttura. Questo consentirà di risparmiare tempo.

Il vertice organizzato in sala Savani nel palazzo della Provincia di Parma venerdì mattina ha di fatto cestinato in maniera definitiva la soluzione del ponte provvisorio prospettata dal consigliere casalese Orlando Ferroni. “Nell’emergenza – ha chiarito Luciano Pizzetti, sottosegretario del Governo presente assieme al capo di gabinetto del Ministro Graziano Delrio, Maurizio Battini – meglio spendere 6 milioni di euro, perché tanto servirà per sistemare il ponte vecchio, piuttosto che il quadruplo per una struttura che, comunque, durerebbe per pochi anni. E che necessiterebbe di tempi comunque più lunghi di tre mesi, dato che è soggetta a bando come tutte”. Non si possono mettere ingenti risorse sull’emergenza, insomma: intanto i soldi che Regione Lombardia (3 milioni di euro, passati dal fondo Statale mediante l’accordo siglato col Governo Renzi) e Regione Emilia Lombardia (2 milioni in arrivo) avevano stanziato verranno destinati al Ponte Verdi di San Daniele Po, per il quale occorrono 10 milioni di euro. Si attingerà, dunque, pure qui, in parte dall’emendamento da 35 milioni di euro al Decreto Fiscale. Un decreto, come ha detto Pizzetti, partito proprio dall’emergenza del ponte Casalmaggiore-Colorno.

Altra novità annunciata dal sindaco di Colorno Michela Canova riguarda l’accordo con Trenord e l’omologa emiliana Tper che porterà 11 corse in più già da metà dicembre, e 15 da febbraio, per quanto concerne la Brescia-Parma. “Attenzione però – hanno spiegato i presenti – ai ritardi che sono dovuti evidentemente a problemi strutturali, dunque l’aggiungere nuove corse può essere una soluzione, ma a questa andrebbero affiancati investimenti sulla linea”.

Tutte queste decisioni sono state comunicate nella conferenza stampa al termine del vertice, alla quale hanno partecipato Pizzetti, Battini, ma anche Gianpaolo Serpagli, consigliere provinciale di Parma con delega alla Viabilità, Davide Viola come presidente della Provincia di Cremona, Michela Canova e Giorgio Pagliari, parlamentare di Parma. Un dato molto significativo, a detta dei partecipanti al vertice, è il fatto che siano stati ridotti di quattro mesi i tempi previsti all’inizio: “Con l’affidamento diretto del progetto a Scaroni, con Elisa Botta che seguirà il Rup e Patrizia Malabarba della Provincia di Cremona incaricata di seguire i lavori – ha detto Serpagli – abbiamo risparmiato almeno due mesi”. “Un altro mese – ha annunciato Battini – potrebbe essere guadagnato sul trasferimento effettivo dei fondi dal Decreto Fiscale agli enti che li utilizzeranno, ossia le Province: i tempi previsti sono di due mesi, ma puntiamo a dimezzarli”. A questo si aggiunga il Decreto Fiscale approvato in tempi record: altri 30 giorni risparmiati, è stato detto. Quattro mesi in tutto, appunto.

Il ponte vecchio, a questo punto, potrebbe essere ripristinato per la viabilità, entro un anno, ossia nei primi mesi del 2019, forse già a febbraio-marzo. “Posso assicurare – ha detto Serpagli anche per rispondere alle non poche critiche – che per una pubblica amministrazione sono tempi record”. Pagliari, Pizzetti e Battini hanno evidenziato come si tratti di tamponare una emergenza: “Al ponte nuovo si dovrà però iniziare a pensare e per farlo – è stato evidenziato – l’unica strada è il passaggio dell’Asolana ad Anas, che in pancia ha risorse sufficienti per garantire la costruzione”. La cifra, non annunciata anche perché prima ci vorrebbe un progetto, va dai 100 ai 150 milioni di euro. A tal proposito l’europarlamentare Massimiliano Salini ha suggerito di cercare fondi europei Cef (40% di finanziamento a fondo perduto) e non Bei, perché questi ultimi prevedono una collaborazione tra pubblico e privato “per il quale l’Italia non è ancora pronta” ha detto Salini.

Erano presenti, per il territorio casalasco, l’assessore regionale Gianni Fava, i sindaci di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni, di Gussola Stefano Belli Franzini, il consigliere Orlando Ferroni, promotore dell’idea del ponte provvisorio, il presidente del Comitato Trenopontetangenziale Paolo Antonini. Tutti hanno detto la loro in un tavolo tecnico-politico che è servito a fare il punto della situazione e poi, appunto, a dare la notizia dell’assegnazione della realizzazione del progetto e del risparmio, così, di un po’ di tempo per la riapertura.

Giovanni Gardani

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