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Il Casalasco come Terra degli orti di paglia: così l'orto sinergico fa centro

Già nel 2012 si parlò di orti sociali nel distretto comprensoriale, ora con l’orto sinergico si è fatto un passo avanti in più nel campo dell’agricoltura di tipo sociale, capace di stimolare l’inclusione lavorativa di persone che presentano disagi di vario tipo, come handicap fisici e problemi di tipo economico.

CASALMAGGIORE – Una risposta importante: sei orti sinergici nati, inaugurati e cresciuti negli ultimi due anni all’interno del progetto “Legami di Terra”, che ha visto nel Casalasco, terra a tradizione agricola come tutte quelle legate alla Pianura Padana, un motore pulsante grazie al Consorzio Casalasco dei Servizi Sociali, a Fondazione Cariplo, che ha finanziato il progetto biennale, e ai partner Fondazione Santa Chiara, Parco Regionale Oglio Sud, comune di Casalmaggiore e Gal Oglio Po.

Già nel 2012 si parlò di orti sociali nel distretto comprensoriale, ora con l’orto sinergico si è fatto un passo avanti in più nel campo dell’agricoltura di tipo sociale, capace di stimolare l’inclusione lavorativa di persone che presentano disagi di vario tipo, come handicap fisici e problemi di tipo economico. Il progetto, che ha messo un primo punto fermo nei giorni scorsi presso la sede della Fondazione Santa Chiara per cercare di individuare cosa ha funzionato e cosa vada migliorato, intende proseguire nella creazione della cosiddetta Terra degli orti di paglia.

Il sistema dell’orto sinergico consente alla persona disagiata di arrivare a un contributo economico, ma anche di formarsi per quanto concerne le tecniche agricole, arricchendo le conoscenze della stessa, che così diventa lavoratrice esperta e non più soltanto utente. Il passaggio successivo, come è stato spiegato, è la produzione di prodotti locali, a chilometro zero, che possano essere inclusi nel Carrello Sociale, dove solitamente è difficile trovare frutti della terra e per di più fatti in casa. Buone prassi e buoni alimenti, insomma.

Un progetto che ha visto, e vedrà anche in futuro, perché l’obiettivo è dare continuità a quanto creato sinora, l’appoggio dei comuni del distretto Casalasco coinvolti, intenzionati a cofinanziare il percorso, senza scordare l’aiuto di privati. Da un lato strategie di raccolta di materiale necessario per la preparazione dei terreni, dall’altro raccolte fondi per mezzo della vendita solidale dei prodotti dell’orto in cassetta o successivamente lavorati. Un circolo virtuoso destinato a proseguire, giungendo ad un certo punto a una sorta di autoalimentazione anche finanziaria. Ottenendo in tutto questo pure grande rispetto, anzi valorizzazione, dell’ambiente.

La sinergia non è solo quella della natura che produce e dà vita, nel rispetto della ciclicità del suo tempo, a prodotti in ogni stagione, ma anche quella degli uomini: dagli operatori, alle persone-utenti, agli stessi amministratori, in prima linea nel percorso. E intanto nel Casalasco gli orti sono già sei: sono a Casalmaggiore, Scandolara Ravara, Piadena, San Giovanni in Croce e ben due a Drizzona. Per un totale di 25 persone coinvolte, alcune segnalate dai Servizi Sociali, altre giovani in tirocinio provenienti da scuole di agraria o similari, altre anziane ma con ancora tanta voglia di fare. Col sogno, mai nascosto, di creare in ogni paese un orto sociale e sinergico.

Giovanni Gardani

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