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Palazzo del Bue, per Natale
ecco le "Affinità inedite":
artisti di casa in mostra

L’esposizione si snoda quindi attraverso quattro sale dove gli artisti trovano liberamente collocazione e modo di esporre il risultato del loro estro artistico, in un susseguirsi di colori e forme: la mostra ospita anche opere scultoree in bronzo, gesso e cera, oltre ad alcune ceramiche, che campeggiano tra i dipinti ad olio esposti.

RIVAROLO MANTOVANO – “Affinità inedite” è il titolo scelto dagli organizzatori della mostra collettiva d’arte ospitata a Palazzo del BUE da venerdì 8 dicembre 2017. Vi espongono 4 generazioni di artisti rivarolesi autodidatti che gentilmente hanno concesso in visione il meglio della loro produzione artistica: oltre 120 opere d’arte tra dipinti e sculture che per quasi due mesi occuperanno le sale al piano terra di via Marconi 44.

La mostra esibisce il lavoro di personalità tecnicamente e temporalmente eterogenee, accomunate dalla passione autodidatta per l’espressione artistica del proprio modo di interpretare la realtà e dalla matrice esistenziale delle comuni origini rivarolesi. Le loro identità anagrafiche rilevano un’estensione temporale che va dai primi anni del Novecento all’attualità, significativamente rintracciabili nelle modalità artistiche che hanno caratterizzato il Secolo breve: dalle avanguardie alla pop art, dal naturalismo ai naif all’iper realismo pittorici. I loro nomi, per i Rivarolesi, assumono anche un significato umano: Bruno Agarossi, Franco Badalini, Milena Bonfanti, Angelo Bottini, Pietro Bozzetti, Pier Giorgio Bresciani, Paolo Buttarelli, Ernestino Chiari, Cesy Chittolini, Franco Donini, Luciana Favari, Domizio Ferrari, Giancarlo Fertonani, don Renato Laffranchi, Luigi Leoni, Maurella Martelli, Stefano Orlandi, Sauro Poli, Wanda Rossi, Dario Sanguanini, Renata Sanguanini.

Dei 21 artisti presenti, 6 sono donne: “un numero significativo”, annota il curatore della mostra Sauro Poli, maestro d’arte e rivarolese d’adozione , che, con l’infaticabile Ivano Schirolli, si è prodigato per rintracciare le disponibilità sia degli autori che degli eredi. Visto l’arco temporale abbracciato, infatti, diversi artisti, presenti con le loro opere, risultano ormai deceduti: tra questi emblematica appare la figura di Dario Sanguanini, recentemente scomparso, al quale l’esposizione è idealmente dedicata.

La mostra occupa 250 metri quadrati al piano terra del Palazzo e si articola nella successione delle sale che dall’ingresso, dedicato alla figura di Dario Sanguanini, conducono all’ambiente conclusivo, ospitante una selezione di opere del rivarolese Angelo Bottini. Figure emblematiche quelle di Dario ed Angelo: il primo per aver dedicato l’intera esistenza al recupero delle opere d’arte (in quest’ottica va colta la dedicazione della mostra), il secondo per la passione del collezionista che lo ha portato, in vita, ad acquisire un cospicuo patrimonio di capolavori pittorei, meglio noto come “Collezione Bottini”, donato postumo al Comune ed ora custodito nel caveau situato nel mezzanino del Palazzo Pretorio.

L’esposizione si snoda quindi attraverso quattro sale dove gli artisti trovano liberamente collocazione e modo di esporre il risultato del loro estro artistico, in un susseguirsi fantasmagorico di colori e forme: la mostra ospita infatti anche opere scultoree in bronzo, gesso e cera, oltre ad alcune ceramiche, che campeggiano qua e là tra i dipinti ad olio esposti. La Collettiva d’arte chiuderà i battenti il 28 gennaio 2018. Sarà visitabile il sabato e la domenica, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30. Scuole e gruppi possono fruire di visite guidate durante la settimana contattando l’Assessorato alla Cultura del Comune (349 930 1985).

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