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Santa Lucia torna a casa con
la messa a San Sebastiano a
lume di candela. Poi brulè e ceci

Dopo la celebrazione a tutti i fedeli, rigorosamente ben coperti per l’assenza di riscaldamento, è stato servito vin brulè con i ceci. Ritrovando l’atmosfera di una volta, per la quale si prova sempre troppa nostalgia.
Nella foto la messa a lume di candela

CASALMAGGIORE – “A me piace celebrare così, come comanda la natura, con i suoi tempi e la sua luce”. Ha stupito ancora una volta tutti, don Claudio Rubagotti, nuovo parroco di Casalmaggiore, organizzando la messa di Santa Lucia nella chiesetta di San Sebastiano, sull’incrocio tra via Baldesio e via Romani, raramente sfruttata per le celebrazioni. San Sebastiano o anche chiesa di Santa Lucia, dal nome della statua che lì si trova, tra tante, e soprattutto dal nome che i giovani di qualche anno fa davano affettuosamente a questo edificio religioso.

C’erano proprio i giovani di una volta, oltre a tanti altri fedeli, alcuni giovanissimi anche di oggi, che hanno riempito l’angusto spazio della chiesetta in una celebrazione particolarissima, alla presenza dell’assessore comunale Gianfranco Salvatore, perché svoltasi per volere del parroco senza la luce elettrica, dunque al buio, con l’illuminazione data soltanto dalla luce delle candele. Da qui l’atmosfera suggestiva, con chiaroscuri quasi caravaggeschi, anche se magari poco adatti agli scatti fotografici, come il lettore noterà. Del resto una messa non si fa per i fotografi, anche se era giusto non mancare proprio perché di novità si è trattato, molto gradita da tutti i presenti.

Un fuoriprogramma molto particolare, in questo caso con la luce elettrica accesa “anche per capire la bellezza e la comodità della modernità” ha detto don Claudio Rubagotti, invitando i fedeli ad essere luce per l’intera città di Casalmaggiore, è arrivato da Ennio Grassi, residente in via Italia e che fa parte di quel gruppo di giovani che un tempo andavano alla messa di Santa Lucia in quella chiesa. Grassi ha letto due poesie, una per Santa Lucia e una per il Santo Natale imminente, con un’aggiunta particolare e molto attuale, una speranza e un invito.

“Chiediamo a Santa Lucia, se può, di portarci magari anche un ponte” ha detto Grassi. Della serie, dove non arriva la politica, speriamo arrivino la fede e le forze ultraterrene. Particolarmente colpito don Claudio, che ha voluto abbracciare il fedele, dopo di che sono state distribuite le immaginette della Santa alla quale il 13 dicembre è dedicato. A tutti i fedeli, rigorosamente ben coperti per l’assenza di riscaldamento, è stato servito vin brulè con i ceci. Ritrovando l’atmosfera di una volta, per la quale si prova sempre troppa nostalgia.

Giovanni Gardani

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