Cronaca
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20354 soppresso, pendolari a piedi sul ponte. Treni, l'ennesimo (dis)servizio

C'è poca voglia di fermarsi, la rabbia è comprensibile. Solo un piccolo gruppo si ferma. Una donna saluta e se ne va. "Tanto non serve a niente, chi ci ascolta?"

PARMA – Un guasto al treno ‘che richiede un intervento di manutenzione straordinaria in sede di deposito’. E poco importa che a piedi abbia lasciato parecchi pendolari in attesa di tornare a casa, a fine lavoro. Perché il 20354 (Parma 18.13 – Brescia 20.08) è uno di quei treni con afflusso maggiore proprio per l’orario strategico di partenza da Parma. E’ stato soppresso, questa sera. Almeno una quindicina le persone, che a varie ondate, sono giunte a Casalmaggiore a piedi. C’è poca voglia di fermarsi, la rabbia è comprensibile. Solo un piccolo gruppo si ferma. Una donna saluta e se ne va. “Tanto non serve a niente, chi ci ascolta?”. Che possa servire a qualcosa non ci crede più nessuno. Massimo Mazzoli lavora a San Polo. Ha sfruttato un passaggio sino all’imbocco del ponte e poi lo ha attraversato in solitaria “Faccio a meno della palestra, l’allenamento stasera l’ho fatto” ci ha detto, in maniera ironica. Stessa cosa hanno fatto un gruppo di operai che lavora a Colorno. Altri, già muniti, lo hanno attraversato in bici. Non potendosi fidare, si cautelano nonostante il divieto, e non si può dar loro torto. Il trasporto su ferro è questa continua farsa, un servizio – meglio un disservizio – sul quale non poter mai fare affidamento. Linea da ridisegnare, mezzi vetusti ed un disinteresse generale (RFI, Trenord, Regione Lombardia) affinché le cose possano funzionare in maniera decente. Chi ha potuto, o ha voluto, ha atteso quello successivo. Chi è riuscito ha guadagnato un po’ di tempo. Strappandolo al menefreghismo generale di tutte le istituzioni.

Nazzareno Condina

ps: ci scusiamo con i lettori per la pessima qualità delle immagini. Prendetele a titolo indicativo: sono quelle di questa sera.

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