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Ritrovato l'inno popolare
al Beato don Vincenzo
Grossi di don Dante Caifa

Ecco i titoli dei brani postumi: Inno al beato don Vincenzo Grossi, a 1v e org (1976); Juravit Dominus, a 4v e org; Juravit Dominus, a 1v e org; Regina caeli, a 2v e org; Christus factus est, a 1v e arm. Infine, tre armonizzazioni di temi noti: l’Ave Maria di Schubert, il corale Hai dato un cibo e il canto popolare La monfrina.
Testo e foto dal sito della Diocesi di Cremona

VICOBELLIGNANO (CASALMAGGIORE) – Ritrovata una partitura musicale dell’indimenticato sacerdote musicista cremonese don Dante Caifa: un Inno popolare al Beato don Vincenzo Grossi, come lo stesso autore definì la propria composizione. Scritta nel settembre 1976, a poco meno di anno dalla beatificazione di don Vincenzo (1° novembre 1975), è dedicata alla parrocchia di Vicobellignano, di cui il sacerdote pizzighettonese fu parroco dal 1883 al 1917. Il ritrovamento della partitura da parte di don Angelo Ramella, anch’egli originario di Pizzighettone.

Le parole dell’Inno sono di don Ennio Sozzi, la musica di don Dante Caifa. Si tratta di un Inno che ha non pochi pregi e calza perfettamente alla figura di sacerdote-parroco, di fondatore di un istituto religioso, di persona virtuosa quale fu don Vincenzo. La bellezza della melodia e della armonizzazione saranno apprezzate sicuramente non appena si deciderà di eseguirle. Una musica rimasta sconosciuta e non valorizzata, visto che a livello nazionale circola una composizione recente dedicata a san Vincenzo Grossi e a livello locale (ad esempio a Regona) si esegue ancora oggi un canto parrocchiale dovuto al maestro Domenico Spelta.

L’Inno popolare al Beato don Vincenzo Grossi si colloca in un prezioso alveo di canti popolari per i quali fu assai apprezzato il maestro Federico Caudana (Lauda Sion, l’Inno a S. Francesco, l’Inno a S. A. M. Zaccaria, per citare i più noti). Non meno abile e capace, nel settore, fu don Dante Caifa. Era il 2003 quando, in occasione del 60° anniversario della Prima Messa di don Dante Caifa, fu pubblicata la ricca antologia Messe, mottetti e varie composizioni, contenente circa una sessantina di brani originali e una trentina di armonizzazioni di canti religiosi e profani.

Il notevole corpus, per la verità inaspettato visto che si trovava in buona parte già disperso e dimenticato, sembrava avesse esaurito l’attività compositiva del maestro. Invece, ora con l’Inno al beato Grossi ritrovato da don Ramella e, negli anni scorsi, con altri rinvenimenti finora non annunciati, l’elenco della produzione del musicista vescovatino si è ulteriormente allungato.

Ecco i titoli dei brani postumi: Inno al beato don Vincenzo Grossi, a 1v e org (1976); Juravit Dominus, a 4v e org; Juravit Dominus, a 1v e org; Regina caeli, a 2v e org; Christus factus est, a 1v e arm. Infine, tre armonizzazioni di temi noti: l’Ave Maria di Schubert, il corale Hai dato un cibo e il canto popolare La monfrina, tutti per coro a 4v miste. Don Caifa (1920-2003), diplomato in Direzione di coro (1949) e Composizione (1951), fu maestro di cappella e organista della cattedrale di Cremona dal 1964 al 1998.

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