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Treni, ponte, viabilità e
sanità: Fava a tutto
campo sull'Oglio Po

"Se questo territorio non ha mai avuto una rappresentanza politica degna di questo nome, forse, dovrebbe anche interrogarsi sul perché" attacca Fava.

Gianni Fava a 360° sul comprensorio Oglio Po. In vista delle elezioni regionali – anche se ufficialmente afferma di “non essere ancora certo della candidatura”, che molti pure danno per scontata – e cercando di spegnere le polemiche. Ben sapendo, tutto sommato, di alimentarne altre. Sulla decisione di Roberto Maroni di non ricandidarsi per la Regione, Fava aspetta di capirne di più e di sentire le motivazioni che il governatore dovrebbe rendere note in conferenza stampa. In merito all’Oglio Po, invece… “Viviamo in un territorio in cui purtroppo la strumentalizzazione è costante e quotidiana – spiega l’assessore regionale, nonché consigliere comunale a Viadana – e questo avviene da sempre: tuttavia credo di poter fare parlare i fatti, perché so bene che mai come in questi anni la Regione ha mostrato tanta attenzione per il comprensorio. Certo, chi pensava che potessimo risolvere in cinque anni tutto ciò che da cinque decenni non funziona, può restarci male: per i miracoli ci stiamo attrezzando”.

Vediamoli allora questi fatti. E partiamo dall’argomento più attuale di tutti, ossia viabilità e infrastrutture. Ponte e ferrovia. “Se parliamo di comprensorio, è evidente che il tema infrastrutturale deve essere condiviso con l’Emilia Romagna. E l’interesse che ha messo la Lombardia è stato ben superiore a quello dimostrato dall’altra sponda del Po: 1.8 milioni sul ponte di San Daniele, 3 su quello di Casalmaggiore, mentre dall’Emilia Romagna e in particolare dalla Provincia di Parma ancora aspettiamo fatti concreti. Se poi le Province sono in queste condizioni, beh, la responsabilità va ricercata da parte di chi ha cercato di riformarle senza riuscirci e facendo un pasticcio. Il riferimento è chiaramente a Delrio. Quel che ribadisco è che Regione Lombardia ha fatto, e presto, già a metà settembre, quanto era in suo potere per quei due ponti”.

Sulla ferrovia ammetterà che qualche problema in più c’è. “Non funziona, è vero, e la collaborazione istituzionale non ha dato grandi risultati. Dobbiamo chiarire un concetto: Trenord, partecipata di Regione Lombardia, ha investito sulla flotta treni, Rfi a livello infrastrutturale, nella zona Oglio Po, non ha fatto lo stesso. Non si tratta di dare la colpa all’uno e all’altro ente, all’una e all’altra società. Occorre, invece, migliorare il rapporto e il dialogo tra Regione e Stato. A quel punto possiamo porre l’accento sul problema e cercare di risolverlo. Certo però per vent’anni sono state portate avanti le istanze del Tibre ferroviario, che, pensando alla Parma-Suzzara e arrivando a Poggio Rusco, non avrebbe comunque risolto i problemi del Casalasco. Adesso, solo negli ultimi anni, ci si è accorti che il Tibre ferroviario può avere un tracciato diverso. Ma resta inteso che la sveglia è giunta tardi: e non è colpa della Regione”.

Altro nodo caldissimo, quello della Sanità. “A mio avviso si sta rasentando il ridicolo: ogni due mesi si grida “Al lupo, al lupo”, lanciando allarmi che, alla prova dei fatti, non sono giustificati. Ricordo che nella vicina Parma ha chiuso il punto nascite di Borgotaro, e per questa azione la vicina Emilia Romagna si è rifatta a una legge dello Stato, per la quale la Lombardia ha invece sposato una deroga, che in sé prevede anche insidie. Intendo dire che chi ha scelto la deroga si è preso dei rischi: alla fine a Borgotaro protestano, da Casalmaggiore e dall’Oglio Po, invece, non è giunto nemmeno un grazie. Senza scordare che abbiamo potenziato Ortopedia e altri reparti con primari molto quotati: e questa è una scelta precisa di amministrazione”.

Attuale è anche il tema del Pot di Viadana. “E’ stata fatta confusione sulla Lungodegenza. Si è cioè confusa una legittima rivendicazione sindacale legata ai posti di lavoro, col fatto che venisse tolto il servizio, cosa che non è vera. Non ho mai visto in tutta Europa una sinistra che protesta perché un servizio viene internalizzato e reso pubblico anziché privato. Dal 1° gennaio – i fatti parlano – il servizio c’è ancora e crescerà, perché il Pot a Viadana verrà realizzato e avrà anche ampie garanzie di funzionamento, dato che sarà garantito internamente da Ats”.

Un pallino rimarcato spesso e volentieri anche dal sindaco di Viadana Giovanni Cavatorta è quello degli investimenti nel viadanese. “Penso all’argine di San Matteo – spiega Fava – per il quale non un solo euro era stato stanziato e previsto prima: noi abbiamo messo 1 milione di euro assieme ad Aipo. Penso ai soldi per il ponte di Torre d’Oglio, dove già è stata finanziata la paratia di contenimento per regolare il livello dell’acqua del fiume; a quelli per il PalaFarina, dove a giorni partiranno i lavori; all’accordo di programma per la Celtic League e per lo Stadio Zaffanella ripreso per i capelli, quando rischiava di scadere. E ancora ai lavori al campo da calcio di Viadana. Senza dimenticare, a proposito del ponte di Torre d’Oglio, anche i 700mila euro investiti per le nuove chiatte”.

“Per quanto concerne la viabilità cittadina – prosegue Fava – ricordo la rotatoria di viale Kennedy, realizzata per rimediare a un disastro ereditato, ossia quello della Gronda Nord che sbuca contro un capannone. Non posso accettare, alla luce di questo, critiche sul presunto disinteresse della Regione Lombardia verso l’area Oglio Po. Abbiamo messo pezze anche in questioni che erano fuori dalla nostra competenza. Se questo territorio non ha mai avuto una rappresentanza politica degna di questo nome, forse, dovrebbe anche interrogarsi sul perché: il mondo funziona così, quando la rappresentanza c’è, l’interesse non manca”.

La questione Gronda Nord è stata toccata solo marginalmente. Vediamo di approfondirla. “E’ un’opera di competenza non regionale, che però come altre abbiamo studiato. Nelle scorse ore ho fatto convocare per la Gronda Nord un tavolo, dove ho chiesto che venga invitata anche la Provincia di Mantova per comprendere come affrontare al meglio la questione. Serve dimensionarla dal punto di vista dell’investimento e della valutazione dei costi di realizzazione, che credo siano sovrastimati, perché partono da un presupposto sbagliato e ormai superato, ossia quello della valorizzazione dei terreni, quando però il mercato rispetto a decenni fa è cambiato. Se davvero Gronda Nord e il Pope Polesine-Pegognaga trovano la disponibilità al finanziamento da parte della Provincia di Mantova, allora parliamone al tavolo convocato per il prossimo 12 gennaio: noi non aspettiamo altro”.

Non manca la stoccata al centrosinistra. “In tema infrastrutturale le loro idee rimandano al catafalco della Pipe Line, costata tanto, anzi troppo, con risorse che potevano essere utilizzate per terminare la Gronda Nord. E ancora l’investimento inutile sui treni merci: sono errori gravi che alla lunga si pagano. Per risollevare un territorio così vasto servono tempo, risorse e idee: tempo ce n’è voluto, le risorse le abbiamo messe, di idee ne abbiamo ancora parecchie”.

Giovanni Gardani

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Commenti
  • Emilio Dell’Asta

    E per i ministeri del nord che risultati hanno prodotto? Quanto sono costati? E i soldi intascati illegalmente da Bossi e figlio? Sono stati soldi spesi bene? E Roma ladrona non è un po anche della lega? Visto tutto quello che di positivo avete fatto vi proporremo per una beatificazione!!!

  • Emilio Dell’Asta

    Candidarsi contro Salvini è dura!! Si corre il rischio di essere lasciati a casa!!