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Ensemble Salieri, 100 concerti. Fabio Fava: "Guardiamo al futuro"

L'intenzione è quella di proseguire sulla strada intrapresa. Una strada fatta di musica, concerti, emozioni e ricordi da portarsi sempre. E tante note ancora da suonare

CASALMAGGIORE – Cento concerti, ognuno con una sua storia, ognuno con qualche ricordo da portarsi addosso, dentro. E non sono tutti ricordi dolci. C’è pure il dolore incontrato nel cammino, lungo un percorso – quello dell’ensemble Salieri di Casalmaggiore – che a livello concertistico a maggio di quest’anno toccherà i dieci anni di attività. Ci sono i ricordi malinconici, quelli di chi c’era, ed ora non più.

Il primo concerto è impresso nella memoria: “Era il maggio del 2008 – ricorda il Maestro Fabio Fava – quando ci esibimmo per la prima volta a San Leonardo di Casalmaggiore. Era la parrocchia in cui sono nato, dove son cresciuto, per me era importante iniziare da lì”.

L’Ensemble Salieri è un insieme di tutti clarinetti. Da un anno fa parte anche un tenore. Il repertorio varia dal tardo barocco alla musica contemporanea: “Non tutta – ci tiene a precisare Fava – solo quella che ha un’aria concertistica, una vena classicheggiante. Le colonne sonore dei film, anche quelli di animazione. In genere trovo abbastanza adattabili le colonne sonore degli autori giapponesi. I gruppi di tutti clarinetti non sono molto comuni in Italia, mentre sono più numerosi soprattutto in nord Europa”.

All’adattamento ci pensa lui stesso: “Non crediate sia una cosa facile – prosegue – perché un conto è rendere un brano con diversi strumenti, un altro quello di farlo per uno strumento solo suonato da più persone. Posso dire di aver costruito un repertorio, negli anni, di circa 400 pezzi. Tieni conto che non esiste moltissimo per un ensemble come il nostro di già fatto, per cui devo lavorare sugli spartiti adattandoli alle nostre esigenze”.

Il Maestro Fabio Fava è uno degli insegnanti della società musicale Estudiantina di Casalmaggiore. Ha iniziato a 26 anni, 19 anni fa, appena diplomato al Conservatorio ad insegnare. La più grande soddisfazione è l’aver accompagnato alcuni dei suoi studenti dalle prime armi ad intraprendere la sua stessa strada. Ora lo fa nelle scuole “Anche se lì il discorso è diverso – spiega – perché in una scuola musicale insegni lo strumento, in una scuola fai cultura musicale, getti le basi”.

In dieci anni di attività, tante soddisfazioni, ed un ricordo un po’ triste. Un ricordo dolce e malinconico: “Il concerto più bello che abbiamo fatto? Sicuramente quello nel duomo di Berceto. C’era con noi Thomas Ruberti, era uscito dall’ospedale dove stava subendo cure pesanti ed ha voluto assolutamente esserci, visto che aveva sempre per quanto gli era possibile, partecipato alle prove. Gli siamo sempre stati accanto. Era provato dalla malattia. Fu quello il suo ultimo concerto”. Thomas Ruberti è deceduto nel marzo del 2017 per una malattia incurabile che alla fine lo ha spento. Aveva solo 17 anni.

L’ensemble non è più quello iniziale, ma ha un’età media molto giovane. Sono tutti giovani strumentisti preparati ed ottimamente diretti. Attualmente compongono il gruppo Andrea Bresciani, 22 anni, colonna storica, Francesco Storti, 15 anni, di Ponteterra, Serena Pattacini, 18 anni, prossima all’esame per l’accesso al Conservatorio, Davide Ingrosso, 16 anni, Rachele Orsoni, 15 anni, Fabio Fava, il Maestro, che di anni ne ha 45. Non di soli clarinetti il gruppo ha vissuto in questi dieci anni. Del Salieri ha fatto parte il flautista Leonardo Bossi, neo diplomato al Conservatorio, Annalisa Fallini, che al Conservatorio studia e Alice Galli oltre ai clarinettisti Marco Lazzari, Stefano Bellini (che ancora fa parte della Banda dell’Estudiantina dove suona sax e clarino), Ilaria Cagnoli (anche lei appena diplomatasi al Conservatorio) e Gabriele Rugini. Del gruppo fa ora parte anche il giovanissimo tenore Sebastiano Fortugno, che di anni ne ha 20 “Ha una volontà di ferro, e tanta voglia di migliorarsi sempre”.

I musicisti guidati dal maestro Fava sono arrivati al centesimo concerto. “Sono di più le volte che abbiamo suonato – aggiunge Fava – magari solo qualche brano, ma quelli nel conto non li consideriamo. Guardiamo al passato, è vero, ma siamo già un po’ nel futuro, guardiamo già ai prossimi appuntamenti. Fare musica come facciamo noi? Non è facile. Ma come ensemble ci siamo proposti di suonare e di far ascoltare musica. E se anche uno solo, non appassionato, alla fine ci ascolta e ci trova interessanti abbiamo raggiunto il nostro obiettivo. Per quanto riguarda l’organizzazione, nei primi anni facevo tutto io, invece adesso tutti, con quel che possiamo, ci diamo una mano. Dai genitori, importantissimi, agli stessi strumentisti ai nostri familiari, ognuno fa qualcosa, e qualcosa di importante sino a Chiara Federici che ci disegna le locandine. Ognuno, insomma, fa qualcosa”.

I concerti al momento sono 99. Il centesimo è previsto il 13 alla Collegiata di Busseto. Sarà una festa perché in ognuno dei giovani musicisti e nel maestro c’è la consapevolezza di aver fatto un bel pezzo di cammino insieme, avvicinando alla musica classica tanti ragazzi e mostrando che anche oggi – nell’era delle tecnologie e del mondo che va veloce – la musica classica ha un suo senso, fortissimo. L’intenzione è quella di proseguire sulla strada intrapresa. Una strada fatta di musica, concerti, emozioni e ricordi da portarsi sempre. E tante note ancora da suonare.

Nazzareno Condina

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