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Ex Galleria Bedoli,
prestigiosa esposizione
con le tavolette da soffitto

L'area viadanese, al bivio tra arte e artigianato di bottega, è stata particolarmente interessata da questo fenomeno. Anche le tavolette viadanesi veicolavano messaggi, esplicitavano un progetto ideale di vita e, soprattutto erano caratterizzate dalla presenza di animali con un chiaro intento moraleggiante.

VIADANA – Il 2018 inizia con un importante allestimento delle vetrine della ex-Galleria “G. Bedoli” che propone al pubblico un campione delle 75 “tavolette a soffitto” del Museo Civico “Antonio Parazzi”, fotografate da Alessandro Bosoni. Il recente Convegno Internazionale di Studi sulle Tavolette Lignee, organizzato dalla Società Storica Viadanese in collaborazione con il Comune di Viadana, ha evidenziato l’assoluta importanza degli esemplari conservati al Mu.Vi. Si tratta di dipinti di piccole dimensioni, dipinte sul legno delle travi di costruzione, che dalla seconda metà del XV secolo ornavano i soffitti dei palazzi nobiliari viadanesi (Cavalcabò, Gardani, Avigni e altri), proprio quando ogni spazio era utile a veicolare significati ed erano molto comuni in Pianura Padana. Una parte di queste tavolette è di proprietà delle collezioni comunali e si trova ora, come ricordato, nella pinacoteca del Museo.

Seppur esistano tipologie decorative in generale che valgono per tutta la produzione, persistono alcune caratteristiche definite e diversificate in base all’area geografica e al periodo storico. L’area viadanese, al bivio tra arte e artigianato di bottega, è stata particolarmente interessata da questo fenomeno. Anche le tavolette viadanesi veicolavano messaggi, esplicitavano un progetto ideale di vita e, soprattutto erano caratterizzate dalla presenza di animali con un chiaro intento moraleggiante. La rete di significati sottesa è molto complessa. 
Le rappresentazioni più ricorrenti sono quelle della fauna della bassa padana (fagiani, quaglie, pavoni, anatre,lepri, cani, cinghiali). Ma non solo, anche: animali esotici (elefanti, leopardi, dromedari), figure allegoriche (Giustizia) e specie mitiche (fenice, unicorno, volatili con collo intrecciato). Queste immagini fanno parte di un simbolismo ben codificato, da interpretare in chiave cristiana, che ne definisce il significato pedagogico-morale veicolato dall’intero soffitto.

Uno degli aspetti più interessanti di questa produzione artistica è che guardando i soffitti viadanesi si ha la consapevolezza di abbracciare con lo sguardo più di mille anni di storia: è così possibile riflettere sulle attività delle botteghe artigiane locali e sui collegamenti con la Francia in special modo a proposito del tema animalistico. “Un allestimento di grande importanza e valore storico-artistico, dunque, quello delle vetrine dell’ex Galleria Bedoli – spiega l’assessore alla Cultura Ilaria Zucchini – che da qualche mese sono tornate a vivere e a pulsare nel centro di Viadana con i loro contenuti. Alle spalle vi è un lavoro portato avanti da mesi, alla base del quale vi è la volontà di creare un percorso, dedicato alle civiche raccolte, ragionato e curato dall’Assessorato alla Cultura in collaborazione con le professionalità del Mu.Vi, quindi Antonio Aliani, Daniela Benedetti, Gianfranco Bettoni, Elena Valli, Paolo Conti e Alessandro Bosoni che intendo ringraziare per il lavoro, il tempo, le energie e la passione che quotidianamente infondono nel loro lavoro”.

“Come Amministrazione – prosegue Zucchini – abbiamo il grande obiettivo di rendere il Mu.Vi uno spazio sempre più aperto, conosciuto, fruibile da tutti e accogliente. Molte sono le nuove o rinnovate iniziative in questo senso: appunto, esposizioni di civiche raccolte, rassegne letterarie di scrittori locali, rassegne letterarie di più ampio respiro, corsi di formazione per insegnanti e genitori, corsi sulle nuove tecnologie per genitori e figli, convegni culturali e la recente creazione di una nuova sala per la biblioteca, per citarne solo alcune.
 Queste vetrine vogliono essere il segno di un nuovo modo di fare cultura, attraverso una nuova modalità di lavoro, concertata ed il più possibile coordinata tra i principali attori del Mu.Vi”. La nuova mostra fa seguito alle precedenti iniziative che nel corso del 2017 hanno visto proporre opere provenienti dalla Fototeca “D. Carnevali”e dal Fondo Antico della biblioteca Comunale “Luigi Parazzi”.

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