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Ponte fuori dalla conferenza
unificata, si va al 18. Botta e
risposta Bongiovanni-Pizzetti

Il decreto che assegna tra le altre cose anche i 35 milioni di euro per i ponti sull’asta del Po non è stato inserito nella conferenza unificata Stato-Regione. Bongiovanni, sindaco di Casalmaggiore, lo ha reso noto su Facebook, con rabbia. Poi la risposta del sottosegretario Pizzetti: "C'è chio twitta e chi si sbatte per trovare risorse".

CASALMAGGIORE – In mezzo, come sempre, il ponte: ai due lati la politica con reciproche accuse e una visione diversa della situazione. Il decreto che assegna tra le altre cose anche i 35 milioni di euro per i ponti sull’asta del Po, per risolvere situazioni di emergenza, non è stato inserito giovedì nella conferenza unificata Stato Regione come era nelle attese. Filippo Bongiovanni, sindaco di Casalmaggiore, lo ha reso noto su Facebook, con rabbia. “Il decreto fiscale, diventato legge il 4 dicembre, che destina 35 milioni ai ponti sul Po, deve essere per forza seguito da un decreto del Ministero delle Infrastrutture che assegna in modo puntuale quei 35 milioni ai vari enti proprietari dei ponti -. ha scritto Bongiovanni – . Questo decreto deve obbligatoriamente passare per un parere dalla Conferenza Unificata: oggi era prevista questa Conferenza e doveva esservi all’interno appunto il decreto del Ministro Del Rio, ma purtroppo non c’era. La prossima conferenza unificata è convocata per l’8 febbraio. Senza quelle risorse che assegna il decreto, non si può bandire nessuna gara d’appalto”.

La risposta arriva da Luciano Pizzetti: il ritardo è di tipo tecnico-operativo, spiega il sottosegretario. Di fatto Upi, l’Unione delle Province d’Italia, ha scritto alle varie Province per chiedere quali fossero, in modo puntuale, questi interventi da effettuare. La risposta è stata un po’ gonfiata da alcune Province, tanto che c’è chi ne ha approfittato per segnalare anche l’esigenza di manutenzioni ordinarie, che ovviamente non sono accettabili in un decreto che è essenzialmente rivolto a risolvere le emergenze. Ebbene, Upi ha dovuto rispedire una seconda nota, spiega Pizzetti, e questo ha dilatato i tempi: la nota col resoconto completo non è giunta entro lunedì, ultima data utile per arrivare in tempo alla conferenza dei servizi di giovedì.

L’altra notizia, sempre fornita da Pizzetti, è che tuttavia non si dovrà attendere fino all’8 febbraio. “Abbiamo chiesto una conferenza unificata straordinaria, parlando con i dirigenti nazionali di Upi e con i Ministeri competenti – spiega il sottosegretario – chiedendo di anticipare al 18 gennaio o al più tardi al 24 gennaio. Dunque il ritardo è di una settimana, al massimo due, ma stiamo spingendo per la data del 18 gennaio. Ricordo inoltre che la data per il progetto esecutivo è fissata per il 24 febbraio, quindi in ogni caso anche con una conferenza fissata all’8 febbraio saremmo ampiamente nei tempi, a ulteriore riprova che non servono allarmismi”.

Quel che è certo è che Casalmaggiore e San Daniele Po rientrano con i loro ponti pienamente all’interno della situazione emergenziale, perché un manufatto è chiuso e sull’altro si viaggia a senso unico alternato. “Ecco perché, da questo punto di vista, non ci saranno problemi sul Casalasco” ha detto Pizzetti, che ha poi attaccato Bongiovanni: “C’è chi manda tweet e chi si sbatte per ottenere risorse e rendere più rapidi i tempi”. Un’altra battaglia politica, e in mezzo sempre il grande malato, il ponte…

Giovanni Gardani

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