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Salute mentale e adolescenza:
il dottor Minervino protagonista
al convegno in Senato a Roma

Minervino, da programma, ha parlato per una ventina di minuti a proposito di salute dei servizi di salute mentale, in una scaletta che ha previsto interventi di altri quindici esperti in materia a livello nazionale.

ROMA – Ha preso parte anche il dottor Antonino Minervino, primario di Psichiatria dell’ospedale Oglio Po di Casalmaggiore, all’importante convegno organizzato in sala Zuccari di Palazzo Giustianiani a Roma, che ospita come sempre eventi e mostre promossi dal Senato della Repubblica. Minervino, da programma, ha parlato per una ventina di minuti a proposito di salute dei servizi di salute mentale, in una scaletta che ha previsto interventi di altri quindici esperti in materia a livello nazionale, tra cui dottori, professori e onorevoli. Minervino ha anche curato, attorno alle 13.15, le conclusioni del convegno. Erano presenti anche Daniela Borella, collega di Minervino, e Federica Sarzi, quali socie Rotary Casalmaggiore Oglio Po. Non mancava la senatrice Francesca Puglisi, così come la giornalista Adriana Pannitteri quale moderatrice della conferenza.

Il focus dell’incontro di martedì mattina era posto sull’età adolescenziale: fra i tanti aspetti della questione “salute mentale”, infatti, un posto di rilievo per la drammaticità degli aspetti attuali e futuri, è assunto dalle problematiche dell’adolescenza. “Quella che è una naturale e delicata tappa dell’evoluzione e della crescita di ogni persona – hanno spiegato i relatori – non riceve oggi la dovuta attenzione in tutti i contesti che attraversa: famiglia, società, scuola. In ognuno di questi contesti dovrebbe ricevere ascolto, attenzione alle sue caratteristiche, premura alle sue difficoltà, capacità di lettura e dunque sostegno. Ogni epoca ha certamente avuto caratteristiche di grande diversità rispetto alle precedenti facendo per questo guardare con sospetto alle novità e ai cambiamenti. Ma la cultura e la società attuali sono davvero in grado di conoscere cosa è essere adolescenti oggi?”.

“Il problema si manifesta – è stato spiegato – nell’esperienza diffusa di genitori disorientati, insegnanti affannati, servizi per la salute mentale distratti a fronte di un disagio crescente fra gli adolescenti che spesso si trasforma in sofferenza e talvolta in malattia. Affinché si torni ad avere la giusta attenzione a tutto ciò è necessario che si riapra un dialogo fra operatori dei servizi, ricercatori, società scientifiche, famiglia, scuola e politica con l’obiettivo di far rinascere quella tensione civile che, fondata sulla responsabilità di ognuno, torni a dare alla salute mentale e all’adolescenza quella cura che, prima di essere tecnica, è coscienza collettiva”.

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