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La mostra sul Diotti chiude
e supera quota 4000 biglietti:
un successo da ricordare

I biglietti staccati sono stati 4007: per rendere l’idea al meglio, si pensi che più o meno la stessa quota di visitatori si reca al Museo di via Formis in un intero anno solare. E’ bastata una mostra, stavolta, per portarli a Casalmaggiore.
Nella foto l'Antigone che resterà esposta ancora per due anni

CASALMAGGIORE – Una grande mostra, fino in fondo. Sarebbe stato il caso di usare questa etichetta in ogni caso, perché si tratta comunque della più grande esposizione mai realizzata all’interno del Museo Diotti, da quando aprì i battenti nei primi anni Duemila. Ma anche i numeri, le presenze e la rete di collaborazione stretta certifica il successo dei tre mesi dedicati a Giuseppe Diotti, il genius loci di Casalmaggiore.

I biglietti staccati sono stati 4007: per rendere l’idea al meglio, si pensi che più o meno la stessa quota di visitatori si reca al Museo di via Formis in un intero anno solare. E’ bastata una mostra, stavolta, per portarli a Casalmaggiore: proprio così, per farli arrivare da fuori, dato che l’altra novità da evidenziare sta nel fatto che al Museo Diotti sono giunti per il 50% circa visitatori nuovi, esterni rispetto ai confini del Casalasco, giunti dalle province di Parma e Cremona, ma anche dalle città di Brescia, Bergamo, Lodi, Milano, Reggio Emilia, Cervia, Roma, Torino, Faenza e Bologna, grazie alla rete di rapporti che un artista come Giuseppe Diotti, un grande dell’Ottocento Lombardo come recitava il titolo della mostra, ha portato avanti nella sua carriera, spesa proprio tra Bergamo e Milano, oltre che a Roma.

Altri numeri riportano la buona collaborazione con le scolaresche, ben 72 quelle passate in vista al Diotti, e con gli studenti all’interno del progetto alternanza scuola-lavoro: 21 ragazzi hanno infatti studiato vita e opere di Giuseppe Diotti, facendo da guide all’interno dei luoghi del museo, che per un mese e mezzo sarà ora chiuso per il riallestimento delle sale, un tempo lungo ma che rende l’idea della sforzo organizzativo. Alla riapertura la tela dell’Antigone, in deposito per due anni dall’Accademia Carrara di Bergamo, sarà ancora visibile assieme alla collezione Fontana di 29 opere recentemente donata.

Discreta pure la riuscita delle tre uscite, tra Bergamo, Iseo e Cremona, organizzate nei tre mesi, con una cinquantina di presenze complessive. A proposito di “studenti Ciceroni”, sabato hanno condotto l’ultima visita guidata quando il saluto a Diotti è stato in musica: 24 prima della chiusura definitiva della mostra, infatti, il gruppo di rievocazione storica Il Torrione di Casalmaggiore ha organizzato due siparietti molto interessanti, il primo dal sapore ottocentesco, legato al periodo in cui il Diotti è vissuto; il secondo, sotto il grande quadro della corte di Ludovico il Moro, ispirato al Rinascimento, considerando anche la formazione dell’artista casalese, con il gruppo dei Cantores.

Il sindaco Filippo Bongiovanni e l’assessore alla Cultura Pamela Carena hanno ringraziato tutti per il successo dell’iniziativa, dal curatore Valter Rosa, al comitato scientifico a Roberta Ronda e in particolare i volontari: senza di loro – alcuni sempre del Gruppo Storico Il Torrione, più Giulia Toscani del Servizio Civile e sei privati cittadini che meritano la citazione (si tratta di Giampaola Brozzi, Giuseppe Boles, Carlo Morelloni, Marzio Zaini, Nicole Pasquali, Francesco Favagrossa) – l’apertura prolungata durante il giorno non sarebbe stata possibile. Anche grazie a loro dunque la ragguardevole quota di 4007 biglietti è stata raggiunta.

Giovanni Gardani

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