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Regionali, il Casalasco vuole
tornare a contare a Milano:
da qui le candidature "mirate"

Nel 2013 in otto in corsa ma ben cinque per Camera e Senato. Stavolta invece a correre per la Regione sono in cinque e forse con più peso anche la distribuzione dei voti: ecco perché il territorio del Sud Lombardia vuole avere peso.

CASALMAGGIORE – La decisione di Orlando Ferroni, consigliere comunale a Casalmaggiore, e Cristina Fadani, consigliere di minoranza a Torricella del Pizzo, di candidarsi (ultimi in ordine cronologico per il territorio) afferma e conferma, al di là del colore politico, soprattutto il desiderio del Casalasco di contare. La periferia, cioè, intende entrare nella stanza dei bottoni del Pirellone a Milano per fare sentire la propria voce.

I danni di un così lungo periodo (percepito) di dimenticanza e senza rappresentanti (eccezion fatta per l’assessore leghista Gianni Fava, di Viadana, che però non venne eletto in Regione, ma appunto nominato assessore all’Agricoltura, rinunciando al suo posto alla Camera), si sono rivelati nell’ultimo periodo, con la disastrosa situazione dei treni della Parma-Brescia e la chiusura del ponte stradale che blocca non solo un territorio ma soprattutto due regioni tra le più produttive, e dunque rischia di spaccare in due il Nord Italia dal punto di vista economico.

A dire il vero nel 2013, quando si tennero elezioni doppie, per Regione e Governo, proprio come quest’anno, i candidati erano stati otto. In quel caso però per la Regione, l’ente territorialmente più vicino ora che, nel mentre, le Province hanno cambiato forma e perso peso, correvano soltanto Giuseppina Mussetola in appoggio a Maroni e Paola Bandini nella lista civica per Ambrosoli presidente, senza dimenticare Giuseppe Torchio, che si schierò sempre in appoggio al candidato di centro sinistra. Anche Giacinto Boldrini correva per il Pirellone, ma era candidato pure al Senato. Tutti gli altri, da Michela Scaramuzza, a Filippo Bongiovanni, all’epoca non ancora sindaco, a Pierluigi Pasotto, a Massimo Mazzoli, entrarono in lista per Camera e Senato.

Stavolta invece a correre per la Regione sono in sei (e nessuno, contrariamente a cinque anni fa, alla Camera o al Senato, se escludiamo Stefano Capaldo, che però è nel collegio di Mantova e Suzzara, essendo di Viadana), e forse con più peso anche la distribuzione dei voti: la sfida delle preferenze, da pronostico e tenendo conto della forza dei candidati sostenuti e delle liste nelle quali si candidano, sembra in tal senso soprattutto tra l’attuale sindaco Filippo Bongiovanni, in appoggio a Fontana, e il giovane del Listone Alessandro Rosa, che sostiene dalla parte del civismo Giorgio Gori. Ma, guardando appena fuori Casalmaggiore, va considerata anche la corsa di Lorena Ghezzi (di Sabbioneta) per la Lega a Mantova, oltre alle ultime candidature (sempre Casalasche) di Orlando Ferroni e Cristina Fadani, senza scordare Fabrizio Aroldi per Liberi e Uguali e sostegno di Onorio Rosati. Tutte candidature che alimentano e confermano il desiderio di attenzione di un territorio che vuole tornare a pesare.

redazione@oglioponews.it

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