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Nuova vita agli alberi e
atmosfere "burtoniane" per
l'ultima fatica di Buttarelli

Sette alberi morti, che tornano a una nuova vita artistica. Facendo spirare il vento della cultura. E’ l’idea che ispira l’ultima installazione di Brunivo Buttarelli, l’artista di Vicoboneghisio, che esporrà a Palazzo Farnese a Piacenza. GUARDA IL SERVIZIO DEL TG DI CREMONA 1

VICOBONEGHISIO (CASALMAGGIORE) – Somiglia molto a una scenografia di un film di Tim Burton, con quei rami spigolosi e lucenti. Ma l’ispirazione è stata assolutamente originale, e non certo indotta, per l’ultimissima installazione creata da Brunivo Buttarelli, l’artista di Vicoboneghisio che nella propria casa ha dato vita a un vero e proprio atelier, continuamente aggiornato a seconda della sua fantasia, che ospita le opere create con impegno fervido e costante.

Nella foto Brunivo Buttarelli al lavoro

La ricerca antropologica che sta alla base del pensiero di Buttarelli riprende in questi alberi il pensiero della vita e della morte. Da alberi morti e destinati alla discarica o, nel caso migliore, a fare da carburante per qualche stufa, può rinascere nuova vita artistica in un messaggio pure ecologico e contro lo spreco. Sette pezzi, sette alberi, tutti diversi, che diventano ispirazione e spirito rinnovato grazie a quei rami di acciaio lucente, scelto appositamente per la luminosità che emana e regala. “Ciascun albero ha subito una morte differente: l’ulivo, ad esempio, è stato bruciato internamente – spiega Buttarelli – e con queste fasce di acciaio corten, che sono una forma di cura, l’albero idealmente rinasce dando vita a nuovi rami. Lo stesso dicasi per il pioppo, eroso da parassiti nel corso dei suoi ultimi mesi di vita”.

E ancora, oltre a ulivo e pioppo, gelso, ailanto, olmo, pero, una radice di quercia. Sarà questo, visto come unico blocco evocativo, il pezzo forte dell’esposizione che vedrà Buttarelli protagonista dal 7 aprile al 4 giugno a Piacenza, nel cortile interno di Palazzo Farnese, nelle prossime settimane. Lavoro di saldatura, di cucitura in qualche caso, per tenere insieme due pezzi di albero altrimenti destinati a dirsi addio per sempre. Lavoro e ricerca di luce e un messaggio: se notate, questi alberi hanno una caratteristica in comune. I loro rami vanno tutti nella stessa direzione e così verranno piazzati nell’installazione a Piacenza. Il motivo? Creare l’allegoria di un vento fresco, un vento di cultura, che spirerà idealmente proprio da Palazzo Farnese verso l’esterno.

Nella foto il progetto dell’installazione

Brunivo Buttarelli, da sempre, caratterizza la propria opera scultorea con la commistione di elementi diversi: marmo, acciaio, carta, legno. In questo caso soprattutto legno, appunto, materia viva e che rinasce, come detto, grazie all’arte. L’esposizione dell’artista casalese prevede la presenza di opere negli spazi esterni ed interni di Palazzo Farnese, ma si allargherà ad altre piazze della città piacentina, come ad esempio piazza Sant’Antonino, non lontana dal museo di Storia Naturale, dove Buttarelli si troverebbe senza dubbio a suo agio, come dimostra la sua continua ricerca tra ere umane e geologiche.

Nella foto il libro di Buttarelli sulle ere geologiche

Una conferma arriva da uno dei suoi ultimi capolavori: un libro – che con l’ultima esposizione non ha a che fare ma merita una parentesi tutta sua – che racchiude la storia della nostra Terra, dal magma informe alla nascita di ogni forma di vita, fino all’antropizzazione e alla struttura – a volte troppo rigida – imposta dall’uomo dalla Romanizzazione in avanti. Un’analisi che contiene una condanna: quella di chi ha voluto trasformare, emblematicamente, un vulcano in un giardino, non tenendo conto della forza dirompente di Madre Natura.

Giovanni Gardani

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