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Trivellazioni, preoccupazione Ma il Ministero rassicura: "Si passerà dai comuni"

Si torna a parlare di trivellazioni nel territorio casalasco e cremonese. Per questo alcuni sindaci, tra cui Giuseppe Torchio per Bozzolo, ha scritto al Ministero dello Sviluppo Economico, ricevendo alcune rassicurazioni in merito.

Si torna a parlare di trivellazioni nel comprensorio Oglio Po, riprendendo l’ormai famigerato percorso della cosiddetta “area Gussola”, che si estende su una superficie di 354 km quadrati e che coinvolge da vicino il Casalasco, il territorio cremonese e pure tre comuni mantovani di confine, Bozzolo, Rivarolo Mantovano e Sabbioneta. A lanciare l’allarme, o meglio a riportare l’attenzione su un percorso iniziato nel 2015 (nel 2016 vi fu un referendum, che però riguardava le trivellazioni in mare), è il sindaco di Bozzolo ed ex presidente della Provincia di Cremona Giuseppe Torchio.

Questi fa riferimento a due passaggi: da un lato l’installazione del sismografo da parte dell’Istituto Nazionale di Vulcanologia e Sismologia di Roma nei sotterranei del Palazzo Gonzaga, sede della Sala Civica e dell’Ecomuseo di Bozzolo. Un passaggio che ha in pratica confermato l’inserimento del territorio Oglio Po in zona sismica 3, che prevede rigide prescrizioni costruttive. Dall’altro lato Torchio mostra invece le foto dei danni che il terremoto del 2012 arrecò sempre a Palazzo Gonzaga o dei Principi, con profonde crepe che hanno inciso gravemente sulla struttura. Tutto questo per confermare che, secondo Torchio e assieme secondo gli altri sindaci coinvolti da queste concessioni, la possibilità di trivellare per cercare nuovi giacimenti di idrocarburi sono da considerare assolutamente fuori luogo e fuori tempo. Senza dimenticare che Sabbioneta è Città Unesco a forte vocazione turistica, sempre da considerare in classe 3 sismica.

Perché però si torna a parlare di trivellazioni a distanza di tre anni? Perché il progetto sarebbe entrato, stando al cosiddetto cronoprogramma, nella fase decisoria da parte dello Stato, che deve cioè stabilire se dare il nulla osta alla società milanese Pengas che ha presentato il progetto tre anni fa. Per questo i sindaci dei comuni coinvolti si sono mossi, ottenendo una risposta abbastanza rassicurante. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha infatti escluso, in una missiva ufficiale, ogni avanzamento della pratica e considerato indispensabili i pareri preventivi di Regione e Comuni interessati.

Da qui la promessa da parte dei sindaci coinvolti – tra i quali spicca, oltre ad Aldo Vincenzi per Sabbioneta e Massimiliano Galli per Rivarolo Mantovano, anche Alessio Renoldi, primo cittadino di San Martino dall’Argine, di idee politiche opposte rispetto a Torchio ma non su questa partita – di confermare il no già espresso nel 2016 nei vari consigli comunali. Anche perché, accanto al sistema sonar, meno invasivo, non viene escluso il ricorso, nella ricerca di idrocarburi nel sottosuolo, anche a micro-terremoti controllati. Una prospettiva decisamente inquietante.

G.G.

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