Un commento

Il Polo Romani, Mia e un
messaggio contro la violenza
sulle donne: mattinata intensa

Mercoledì mattina si è concluso il laboratorio voluto dalla scuola e da Mia: i ragazzi di quattro classi del Polo Romani hanno prodotto alcune proposte per provare a porre un rimedio concreto al fenomeno. GUARDA IL SERVIZIO DEL TG DI CREMONA1

CASALMAGGIORE – Una mattinata intensa, che ha concluso un progetto fatto di laboratori e incontri per sensibilizzare sul tema della violenza sulla donna, iniziati a febbraio e che hanno coinvolto ogni classe per un paio d’ore. Protagonisti, in aula magna del Polo Scolastico Romani di Casalmaggiore, istituto di scuola superiore, la 1° A Liceo Scientifico, la 1° A Liceo Linguistico, la 2° A Liceo Classico e la 1° A Informatica, oltre a Massimiliano Filoni che ha condotto proprio i laboratori, coadiuvato dalla referente per la scuola Maria Grazia Arigò.

La mattinata di mercoledì è servita per riassumere il lavoro svolto in queste ultime settimane in un percorso voluto fortemente, oltre che dal Polo Romani con la dirigente Luisa Caterina Maria Spedini, anche dall’Associazione Mia, Movimento Incontro Ascolto, che da anni opera a Casalmaggiore e nel Casalasco per offre un aiuto alle donne vittime di violenza o in difficoltà. Erano presenti Carmen Fazzi, consigliera di parità per la Provincia di Cremona, che ha spiegato il proprio ruolo di controllo nel settore lavorativo, atto ad evitare discriminazioni di genere a livello occupazionale e non solo, e il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni, il quale ha plaudito ai ragazzi e all’Associazione Mia, ricordando come quest’ultima, assieme al Consorzio Casalasco dei Servizi Sociali, consenta al comune casalese di essere all’avanguardia in questa particolare battaglia. Proprio a Casalmaggiore, ha ricordato Bongiovanni, esistono già alloggi protetti per le vittime di violenza o per le donne che denuncino situazioni gravi, rimarcando però come, dinnanzi a leggi chiare, il vero problema stia nei tempi lunghi della giustizia e nell’incertezza della pena, con le forze dell’ordine depotenziate in questo momento storico. Carmen Fazzi ha confermato: buone le leggi previste sul tema, ma manca la loro applicazione ferrea, come purtroppo dimostrano casi di violenza efferata su donne che già avevano denunciato i propri aguzzini, senza però ottenere sufficiente protezione.

Nella foto Max Filoni e le rappresentanti di Mia

Anche per questo l’educazione deve partire dalla scuola. Ed è proprio tra i banchi che i ragazzi hanno prodotto, dapprima, poesie collettive dedicate alla donna, la più significativa delle quali è stata letta mercoledì mattina, e poi una serie di iniziative che un ipotetico Parlamento della scuola potrebbe approvare. Di fatto vere e proprie leggi che, decretato da uno speciale applausometro e senza bisogno di voti, portino a incontri di formazione e sensibilizzazione al fenomeno organizzati nelle scuole di vario ordine e grado, fino all’Università compresa. Una piccola parentesi è toccata pure ai rappresentanti dei media, che hanno spinto verso una informazione meno scandalistica e spettacolarizzata e più seria, responsabile e rispettosa, anche dell’anonimato, sempre protetto dai Centri Anti Violenza, tra cui anche Mia.

Una violenza che va evitata a partire dal linguaggio, assieme al rispetto di genere: per questo, ha annunciato la dirigente scolastica Spedini, presto al Romani le circolari rispetteranno la distinzione tra maschile e femminile per dare un piccolo segnale. Mia, con la presidente Annise Grandi, ha chiuso con un ringraziamento e una promessa: “Noi ci saremo sempre per le vostre iniziative scolastiche e vi chiediamo di fare richiesta affinché possiamo fare qualcosa di veramente utile e concreto per i vostri progetti: non abbiate timore a chiedere il nostro sostegno”.

Giovanni Gardani

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Commenti
  • conflittodinteressi

    Discriminanti laboratori e temi sulla violenza di genere con la collaborazione di centri per la discriminazione di genere.

    In altre parole quelli dove se si presenta alla loro porta un uomo maltrattato e in difficoltà li chiudono la porta in faccia. Però, non disdegnano suoi eventuali contributi economici diretti o indiretti.