Commenta

A San Martino in Chiesa
Castello il romanzo di Pozzi
"La finestra di Polentonia"

Un romanzo che regala un appassionante viaggio tra usi e tradizioni, miglioramenti e sogni, compromessi e corruzioni. Significativi sono i messaggi che sostengono questa storia emozionante ed avvincente.

SAN MARTINO DALL’ARGINE – Il prossimo mercoledì 21 marzo, ad ore 21, l’associazione culturale Terre di Lombardia organizza la presentazione, nella splendida cornice della Chiesa Castello in San Martino dall’Argine, del libro “La finestra di Polentonia” del mantovano Riccardo Pozzi edito a Ravenna da Seinsoinverso. Ne discuteranno insieme all’autore, Dimitri Bellini, moderno viaggiatore e profondo conoscitore di popoli, e Gianni Fava, simbolo dell’orgoglio del territorio e cultore delle tradizioni padane.
Un romanzo che regala un appassionante viaggio tra usi e tradizioni, miglioramenti e sogni, compromessi e corruzioni. Significativi sono i messaggi che sostengono questa storia emozionante ed avvincente: la memoria del passato e valori come lealtà e onestà, che in certe persone sono radicati saldamente e che in altre non albergano affatto.

La famiglia Controvoglia vive a Polentonia (luogo immaginario fatto di zappatori e zanzare), come i Malavoglia a Aci Trezza (verismo di Verga). I Controvoglia da artigiani-riparatori a produttori di biciclette nel secondo dopoguerra, pescatori gli altri. La storia familiare dei protagonisti si snoda parallela a quella sociale: negli anni del boom economico i Controvoglia riusciranno a farsi un nome ma con il trascorrere degli anni cambiano le abitudini la mentalità e i princìpi. Dalla miseria alla ricchezza. Poi il ritorno.
Il romanzo di Riccardo Pozzi «si beve d’un fiato, come una sorsata di Lambrusco viadanese d’estate», scrive l’assessore regionale Gianni Fava nella prefazione.

Mentre nella postfazione, Cedrik Pasetti, l’allora presidente dell’associazione “Terre di Lombardia” promotrice del romanzo, dà conto dello stile, “un umore guareschiano” non certo da “albero degli zoccoli”. Nella nota inviata all’editore, Pozzi traccia il paragone tra Polentonia e la Macondo di “Cent’anni di solitudine”. Ma qui gli anni sono Settanta di «paura di crescere e camminare con le proprie gambe, una paura che viene da lontano, dalla divisione in cento stati e l’ubbidienza a cento padroni».

redazione@oglioponews.it

© Riproduzione riservata
Commenti