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L'Atlantico in barca a vela:
l'impresa di Marco Buonanni
ha forte accento Casalasco

Michela Scaramuzza è infatti la team manager di Marco Buonanni, mentre Jo Casajus, di origine argentina ma da anni trasferitasi nel Casalasco, ha avuto il merito di disegnare esternamente l’imbarcazione sulla quale Buonanni viaggerà.

Si chiama Marco Alejandro Buonanni, è un comandante di imbarcazioni da diporto di 36 anni nato in Ecuador ma “adottato” dalla città di Napoli e si appresta a una vera e propria impresa: l’attraversamento dell’Oceano Atlantico in solitaria sulla propria barca a vela. Un’impresa che ha un nome specifico “Minitransat 2019” e per la quale Buonanni non si sta solo allenando ma sta anche affrontando varie regate su distanze importanti per effettuare quelli che possiamo considerare “tagliandi” per arrivare all’obiettivo più importante.

La notizia interessa da vicino anche il territorio Casalasco per la presenza di due figure, una di Casalmaggiore e una di San Martino del Lago: Michela Scaramuzza è infatti la team manager di Marco Buonanni, mentre Jo Casajus, di origine argentina ma da anni trasferitasi nel Casalasco, ha avuto il merito di disegnare esternamente l’imbarcazione sulla quale Buonanni viaggerà. Sabato 3 marzo Buonanni è partito per 100 miglia in solitaria da La Grand Motte, in Francia, mentre il 15 marzo presso l’Arcipelago di Livorno ha affrontato 220 miglia, in quel caso in coppia. Seguiranno per poter completare l’addestramento e ottenere questi famosi “tagliandi” due diverse tappe a Genova e poi due a Marsiglia con difficoltà, e lunghezza da affrontare, in coppia o in solitaria, crescenti.

Nella foto la rotta che Buonanni dovrà seguire

La barca sulla quale viaggia è un Dingo 2, costruita da un francese, Marèe Haute, e si chiama “Caerus”. Come si legge nel sito che illustra la “Minitransat 2019”, dal quale ogni tappa di avvicinamento può essere seguita ovvero www.marcobuonanni.it, la mitologia riporta due parole per indicare il Tempo, χρονος (chronos) e καιρος (kairos). Mentre la prima si riferisce al tempo cronologico e sequenziale, la seconda significa “un tempo nel mezzo”, un momento di un periodo di tempo indeterminato nel quale “qualcosa” di speciale accade, un tempo vero. Kairos, che nella cultura latina è identificato con Caerus, è il Dio del Tempo nel mezzo e rappresenta l’attimo unico e irripetibile, la consapevolezza di un’occasione irripetibile e provvidenziale.

A questa figura mitologica si è ispirata Jo Casajus per rendere più gradevole anche esteticamente il Dingo 2 di Buonanni, creando maggiore dinamismo grafico e dando la sensazione di un vento che spinge in avanti l’imbarcazione: proprio quello che già è necessario ora e ancora di più servirà per l’impresa del 2019. La Minitransat, come riporta sempre il sito di riferimento, che le stesse casalasche Scaramuzza e Casajus gestiscono e aggiornano assieme a Buonanni, è una regata in solitaria, che si corre ogni due anni su barche di 6.50m.

Si parte dalle coste atlantiche francesi e si arriva ai Caraibi facendo uno stop su un’isola dell’arcipelago delle Canarie. I luoghi precisi di partenza possono variare a seconda delle edizioni. Insomma poco più di 4000 miglia su una imbarcazione di 6.50m in solitario e senza la possibilità di collegamenti con la terraferma. Per poter arrivare alla griglia di partenza bisogna qualificarsi ovvero accumulare almeno 1500 miglia, nelle diverse regate che ogni anno si fanno sia nel Mar Mediterraneo che nel Nord della Francia sulla propria barca in doppio o da solo, ed effettuare una navigazione di almeno 1000 miglia continuative in solitaria lungo un percorso prestabilito. Ed è proprio questa qualifica che sta portando il 36enne Marco a prepararsi con così largo anticipo per la prossima edizione che si svolgerà nel 2019.

Giovanni Gardani

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