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Distretto sanitario Oglio Po,
il 12 prima riunione. Comitato:
"Non c'è più tempo da perdere"

Il problema, spiega il Comitato, è che tale sperimentazione interaziendale, a distanza di un anno e mezzo, di fatto, è partita solo sulla carta e la data di scadenza per valutare questo assetto sperimentale è imminente, giungendo a fine 2018.

CASALMAGGIORE/VIADANA – La prima notizia è che il prossimo 12 aprile alle ore 17.30 presso la sala consiliare del comune di Viadana, è stata convocata, per la prima volta dopo un anno e mezzo, l’assemblea distrettuale dei Sindaci dei trenta comuni dell’Ambito sperimentale Oglio Po. Un’assemblea pubblica alla quale anche il Comitato per la difesa e la valorizzazione dell’ospedale Oglio Po sarà presente.

Ed è proprio dal Comitato, che invierà a breve a tutti i sindaci una lettera invitandoli a richiedere l’effettiva operatività dell’Ambito e la sua unitarietà, che giunge anche la seconda notizia. Che somiglia piuttosto a un monito. “I tempi di attesa sono troppo lunghi all’ospedale Oglio Po – scrive infatti il Comitato – . E questa è la criticità sanitaria più urgente sul nostro territorio perché ha immediata ricaduta sull’utenza”. Proprio l’atteso Ambito Interaziendale sperimentale Oglio-Po, promosso dall’Associazione Amici dell’Oglio-Po, dal Comitato stesso e dai sindaci dei trenta comuni interessati, è stato istituito dall’Ats Val Padana con l’Ospedale di Mantova e l’ospedale di Cremona coinvolti e può essere la soluzione cardine al problema.

“Le due Aziende Ospedaliere – scrive sempre il Comitato – si sono impegnate a sperimentare nuovi modelli gestionali socio-sanitari sul territorio casalasco-viadanese (soldi, personale, ambulatori, consultori ecc.) in modo da integrarsi a vicenda in fatto di offerta di servizi potenziando così, indirettamente, anche l’attività del Presidio ospedaliero Oglio-Po. La sperimentazione può infatti prevedere la fornitura, da parte delle due aziende, di Specialisti operanti a livello ambulatoriale sull’Ospedale Oglio Po,  allo scopo di abbattere liste d’attesa intollerabilmente lunghe”.

Il problema, spiega il Comitato, è che tale sperimentazione interaziendale, a distanza di un anno e mezzo, di fatto, è partita solo sulla carta e la data di scadenza per valutare questo assetto sperimentale è imminente, giungendo alla fine del 2018. Restano dunque nove mesi circa. “Non solo – rincarano gli scriventi – . Ultimamente le delibere redatte dalle due Aziende Ospedaliere sul rinnovo della convenzione hanno presentato discrepanza proprio sull’assetto territoriale interessato alla sperimentazione (che nella delibera del DG di Mantova vede il territorio dell’ex Distretto di Viadana ridotto da 10 a 3 Comuni). Il Comitato ha segnalato alla Direzione dell’Ats Val Padana, in un recente incontro, tale preoccupante situazione che, se mantenuta, renderebbe di fatto decaduto l’Ambito Distrettuale stesso e su tale decisione attendiamo chiarimenti dalle rispettive Direzioni (ATS Valpadana e ASST di CR e MN)”. A margine viene anche ricordato a tutti i cittadini che esiste il Decreto Legislativo 124/1998, il quale dà diritto ad accedere a prime visite ed esami diagnostici privati, nel caso in cui il servizio pubblico abbia una lista di attesa superiore rispettivamente di 60 e 30 giorni.

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