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Piano cave mantovane 2018:
lunedì 16 aprile la seconda
conferenza di valutazione Vas

Una tappa importante dopo l’adozione da parte del Consiglio Provinciale del documento.

Si terrà lunedì 16 aprile la Seconda Conferenza di valutazione di VAS del nuovo piano cave della Provincia di Mantova. Una tappa importante dopo l’adozione martedì scorso, da parte del Consiglio Provinciale, del documento. Nel corso della Conferenza vi sarà la presentazione della proposta di Piano e del Rapporto Ambientale. Gli enti e i soggetti coinvolti nel procedimento avranno tempo poi sino al 15 giugno per presentare eventuali osservazioni. A luglio infine è prevista la terza e conclusiva conferenza di valutazione VAS. Quindi il passaggio di nuovo in Consiglio Provinciale per l’adozione definitiva. Poi scatterà la trasmissione del Piano alla Regione Lombardia.
Il fabbisogno massimo di materiale da estrarre per il prossimo decennio (il lasso di tempo in cui sarà valido il nuovo piano cave) è di 18.679.473 mc per il settore sabbia e ghiaia. Tredici gli ambiti estrattivi individuati per sabbia e ghiaia: quattro sono nuovi, mentre gli altri ampliano o completano ambiti già previsti dal precedente piano. Due dei nuovi ambiti sono a Roverbella (a Belvedere e a Malavicina, rispettivamente di 1.400.000 e 1.450.000 metri cubi), gli altri a Volta Mantovana (400.000 metri cubi) e a Gonzaga (in località Beccaguda 500.000 metri cubi). Gli ambiti già previsti nel precedente piano cave e ora riproposti perché non ancora esauriti o perché presentano possibilità di ampliamento sono a Cà Fattori e a Cocca di Medole, a Palazzetto di Cavriana, a Costa della Signora a Goito, a Pozzolo e in località Rinaldina e Nuova Pace di Marmirolo, a Cerviere di Asola e a Fontanella Grazioli di Canneto sull’Oglio. Per il settore argilla sono stati individuati solo due ambiti, a Motteggiana e Serravalle a Po, a completamento o ampliamento di ambiti esistenti. Tra gli obiettivi del nuovo Piano cave vi sono il soddisfacimento dei fabbisogni provinciali in modo congruo ed equilibrato, la preservazione delle materie prime non rinnovabili quale obiettivo primario di sostenibilità, limitando ai fabbisogni i siti e i volumi di materiali estraibili, il perseguimento della massima compatibilità ambientale e paesaggistica, evitando anche di interessare aree di particolare valenza naturalistico, morfologico, storico e culturale, l’individuazione di eventuali criteri di flessibilità nella programmazione dei materiali da estrarre, prevedendo procedure di verifica periodica delle attività e dei fabbisogni.  Ma anche l’ottimizzazione, il dimensionamento, la distribuzione degli ambiti estrattivi, nonché le modalità e le tecniche di intervento, trasporto e recupero, il rispetto dei tempi e modi di intervento e di recupero delle aree interessate, nonché del loro riuso, promuovendo anche il recupero per fasi già durante l’estrazione, l’individuazione di soluzioni per il recupero delle cave dismesse e delle aree degradate che permettano di garantirne la fattibilità dal punto di vista economico e ambientale. Infine promuovere il recupero e il riciclaggio degli inerti da demolizione per soddisfare parte dei fabbisogni con materiale a basso impatto ambientale, a partire dalle opere pubbliche della Provincia e dei Comuni.

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