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Discesa dell'Adige: quattro
amici (e il Gengis da supporto)
si preparano all'impresa

"Ce la faranno - ha spiegato qualche giorno fa il loro 'allenatore' Gengis Arcangelo Pirovano - sono tutti allenati. Non è una discesa semplce, ci sono punti in cui sarà necessaria la massima attenzione"

CASALMAGGIORE – Ci avevano provato con il Po, ed era andata più che bene. Ora, i vogatori in partenza dagli Amici del Po, hanno deciso di affrontare l’Adige, in sei tappe, da Merano a Venezia. Paolo Antonini, Tiziano Rossini, Roberto Dall’Asta, Luca Marca e (solo per il primo giorno) Paolo Scaglia sono pronti all’impresa. Sei tappe (Merano-Lavis, Lavis-Dolcè, Dolcè-Ronco all’Adige, Ronco all’Adige-Masi, Masi Rosolina, Rosolina-Venezia) con partenza il 25 aprile e arrivo il 30.

Tutta la discesa verrà affrontata in kajak da turismo di oltre 5 metri che incontreranno qualche difficoltà nelle rapide che incontreranno nei primi due giorni. A prescindere dal tempo si arriverà a Venezia. A seguirli (dall’assistenza logistica alla preparazione atletica oltre che la guida a terra e la sicurezza, Gengis Arcangelo Pirovano Todeschini, in passato presidente nazionale della FICT (Federazione Italiana Canoa Turistica).

Il fiume in questo periodo ha una buona portata d’acqua. La distanza da coprire è di 400 km (col superamento di qualche sbarramento a terra). Il fiume Adige ha infatti svariate dighe, e saranno necessari 6 trasbordi con discesa a terra a monte della diga, attraversamento a piedi degli argini sul lato dighe, con canoa al seguito, e ridiscesa a valle della diga.

“Ce la faranno – ha spiegato qualche giorno fa il loro ‘allenatore’ Gengis Arcangelo Pirovano – sono tutti allenati. Non è una discesa semplce, ci sono punti in cui sarà necessaria la massima attenzione. Ma sono tutti ormai esperti”. E poi ci sarà il Gengis a Riva e – per lui che si è sempre battuto per affrontare fiumi e mari con la massima sicurezza – a far da supporto nei punti critici.

Sarà un’impresa anche questa volta. Un’impresa che i quattro amici in acqua e l’uomo a terra hanno scommesso di portare a termine. Dalla montagna al mare in una sfida dal sapore antico che poggia sulle braccia di gente allenata e pronta a portare un po’ di tenacia casalasca sull’acqua.

Nazzareno Condina

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