Commenta

Scuola dell'infanzia a San
Martino, accorato appello di
Renoldi alle autorità: la lettera

"Sembra di percepire che ci sia una certa avversione da parte dei funzionari pubblici responsabili, nel concedere al seconda sezione alla Scuola dell’Infanzia di San Martino dall’Argine e non si spiegano i motivi" scrive Renoldi.

SAN MARTINO DALL’ARGINE – E’ una lettera critica e assieme un grido d’allarme, quello che Alessio Renoldi, sindaco di San Martino dall’Argine, lancia in merito alla paventata chiusura di una classe della scuola dell’infanzia Aporti. Una lettera indirizzata ai vertici nel settore dell’educazione e della scuola. La riportiamo integralmente:

“Spett.li referenti in indirizzo, scrivo questa lettera per lanciare un grido d’allarme per la situazione che si è venuta a creare a San Martino dall’Argine, paese culla dell’istruzione in Italia. Proprio qui infatti, nel 1834, nasceva la prima Scuola dell’Infanzia dei Borghi Rurali, per mano del grande filantropo e pedagogista Ferrante Aporti.

Oggi invece, a causa di un cavillo, ci hanno comunicato che in questa Scuola, a questo punto la più antica d’Italia, verrà chiusa una sezione e che alcuni bambini residenti in paese, dovranno andare a scuola da un’altra parte. Per il nostro paese è uno schiaffo senza precedenti, ma è soprattutto uno schiaffo alla storia dell’istruzione in Italia. Proprio qui, a San Martino dall’Argine, nel paese dove è nata l’istruzione dell’infanzia in Italia, i bambini vengono trattati come pacchi postali.

Ma entriamo nel particolare. Quest’anno il numero potenziale degli iscritti è di 36, di cui 3 però sono anticipatari, e a quanto pare non si vogliono conteggiare, pertanto per il nostro Dirigente Scolastico e per il Provveditore risultano essere solo 33. Il DPR n.81 del 20 marzo 2009 dice chiaramente che per avere due sezioni servono almeno 36 bambini iscritti, ma dice anche che una sola sezione può avere al massimo 29 bambini. Tra i 30 e i 35 si viene quindi a creare un’area di incertezza, un limbo dove alcuni bambini dovranno essere spostati di forza in un’altra Scuola dell’Infanzia.

Perchè non possono essere conteggiati gli anticipatari? Sono forse bambini di serie B? E’ incredibile come con un potenziale di iscrizioni pari a 36, la Scuola dell’Infanzia di San Martino d/A debba prevedere solo una sezione. E’ legittima questa interpretazione? E’ costituzionale? Uno degli aspetti incomprensibili di tutta questa vicenda, è che sono venuto a conoscenza della situazione solo alcuni giorni fa da una mamma, anziché dai Dirigenti preposti. A questa mamma è stato negato l’immediato spostamento del proprio figlio dalla Scuola dell’Infanzia di Bozzolo a quella di San Martino, proprio in previsione di questa futura chiusura. Abbiamo quindi immediatamente chiamato la Dirigente dell’Istituto Comprensivo di Bozzolo e poi abbiamo chiesto un incontro al Provveditorato. In quella sede ci è stato comunicato ufficialmente che per il prossimo anno scolastico non è prevista la seconda sezione della Scuola dell’Infanzia di San Martino e che di conseguenza alcuni bambini dovranno essere forzatamente “spediti” in un altro plesso. Così però viene negato un sacrosanto diritto fondamentale, cioè quello di un genitore di scegliere dove mandare il proprio figlio a Scuola. Questo, oltre a comportare la perdita di un’insegnante e di una collaboratrice scolastica, comporterà anche una perdita economica rilevante per il Comune e per le famiglie.

Avere infatti 5-6 bambini in meno perché vengono spostati d’imperio altrove implica:
– maggiori spese per le famiglie, che dovranno appositamente comprare un’automobile per portare i propri figli a Scuola (non c’è il servizio del trasporto scolastico) anziché andare a scuola a piedi come farebbero in paese. Tra queste famiglie infatti, ci sono anche famiglie con genitori stranieri, appena arrivate in Italia, che non dispongono di un mezzo per spostarsi. Le famiglie povere o straniere devono essere considerate forse famiglie di serie B?
– maggiori spese per il carburante, circa 10 km al giorno quando invece (ripeto) potrebbero venire a piedi nella Scuola dell’Infanzia del loro paese.
– maggiori disservizi lavorativi, perché i genitori dovranno accompagnare i propri figli in un’altra scuola, fuori paese, magari senza il servizio di pre e post scuola, con perdite di tempo e con problemi con i rispettivi datori di lavoro
– meno entrate comunali per i servizi scolastici integrativi che offre il Comune alla famiglie (mensa, pre e post scuola etc..) Le spese per il Comune, che ci siano 30 o 36 bambini iscritti, sono sempre quelle: gestione, riscaldamento, luce, cuoca etc.. Per una piccola Scuola come la nostra è un danno economico esorbitante, che si aggira sui 10.000 Euro all’anno. Chi li rimborsa al Comune?

Ma perché piuttosto non si pensa invece di spostare quei 2-3 bambini che mancano per arrivare alla fatidica cifra di 36 da un’altra scuola dello stesso Istituto Comprensivo? E’ stato valutato dalla Dirigente o dal Provveditore di proporre a qualche genitore se c’era questo interesse? E’ risaputo che la Scuola dell’Infanzia di San Martino dall’Argine è molto appetibile, anche da genitori di fuori paese, in quanto c’è la mensa interna con la cuoca comunale e molti servizi comunali integrativi.

Sembra di percepire che ci sia una certa avversione da parte dei funzionari pubblici responsabili, nel concedere al seconda sezione alla Scuola dell’Infanzia di San Martino dall’Argine e non si spiegano i motivi. Vogliamo davvero credere che in un Istituto così importante non vi sia la disponibilità a ragionare su una seconda sezione? Non si può costruire un “modello aportiano” che possa avere delle deroghe sui numeri come hanno alcune realtà di montagna? Abbiamo fatto tanti sforzi negli ultimi anni per rilanciare la Scuola dell’Infanzia, offriamo servizi scolastici unici, che non ci sono in altri paesi, ma con queste scelte calate dall’alto, ci troviamo a dover affrontare una grave perdita d’immagine ed economica. Tra l’altro questa situazione porterà di certo a gravi conseguenze anche sulle future classi della Scuola Primaria di San Martino, e quindi con ripercussioni anche sui prossimi anni. Spero vivamente che ci sia una presa di coscienza del problema e un ripensamento da parte di chi deve prendere questa decisione.

Ma davvero ci si vuol prendere la responsabilità di chiudere una sezione della Scuola più antica d’Italia solo perché di 36 bambini non si vogliono conteggiare gli anticipatari? O perché non si vuole spostare altri bambini? E’seriamente questa la linea che vuole tenere il Ministero? E’ uno schiaffo alla storia, che non può in nessun modo essere accettato dal nostro Comune e dai nostri cittadini. Io non credo che ci sia questa miopia, credo piuttosto che sia il Ministero, che tutti gli Enti in indirizzo, abbiamo percepito molto bene la gravità della situazione che sta passando il Comune di San Martino dall’Argine. Vi prego di tenere conto di queste osservazioni e di intervenire per ripristinare la seconda sezione della Scuola dell’Infanzia di San Martino dall’Argine e per non dover causare tutti i disservizi che ne deriverebbero.
In attesa di un vostro cortese riscontro, con l’occasione si porgono distinti saluti”.

redazione@oglioponews.it

© Riproduzione riservata
Commenti