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Alternanza scuola-lavoro,
il Romani studia i segreti
dell'idrologia e del Po

Gli alunni della classe 4° A del Liceo Scientifico delle Scienze Applicate in aula magna hanno mostrato l’attività svolta con la collaborazione di Arpae Emilia-Romagna in merito al monitoraggio idrologico.

CASALMAGGIORE – Alternanza scuola-lavoro. Un’alternanza però collegata al nostro territorio e alle sue caratteristiche. Il lavoro che venerdì mattina gli studenti del Polo Romani hanno presentato riguarda infatti il sistema idrogeologico, che una pianura bagnata a che convive da sempre in simbiosi col fiume Po, non può chiaramente ignorare.

Gli alunni della classe 4° A del Liceo Scientifico delle Scienze Applicate in aula magna hanno mostrato l’attività svolta con la collaborazione di Arpae Emilia-Romagna – area Idrografia e Idrologia del servizio IdroMeteoClima – in merito al monitoraggio idrologico, ai modelli idraulici e idrologici, e ai risultati delle attività, che hanno portato come risultato ultimo alla delineazione di un bacino. Ad ascoltare la platea dei compagni, vi erano studenti e di alcuni insegnanti, in primis la dirigente del Polo Luisa Caterina Maria Spedini, la responsabile dell’alternanza Maria Chiara Zani e la tutor Maria Grazia Arigò.

Erano però presenti in platea anche Meuccio Berselli, direttore del bacino di Mezzani, che ha plaudito al lavoro degli studenti, Silvano Pecora di Arpae che ha seguito in prima persona questo progetto durante il suo sviluppo, gli ingegneri di Arpae Alessandro Allodi e Alberto Agnetti, che hanno aiutato concretamente e nel quotidiano gli studenti portandoli nei centri di monitoraggio, e Pamela Carena, assessore alla Cultura del comune di Casalmaggiore.

Ampio spazio, giustamente, è stato dato proprio ai ragazzi, che mediante slide hanno presentato percorsi molto concreti e studi scientifici eseguiti sul posto, partendo dalla base e dai concetti più semplici, come la struttura di un fiume, ad approfondimenti più complessi, con riferimenti ai rischi idrogeologici legati alla presenza di un corso d’acqua così imponente e all’importanza della salvaguardia dello stesso. L’analisi ha riproposto, come esempio cardine, la piena del 2000, storica per questo territorio, quando il fiume superò per la prima e unica volta a Casalmaggiore gli 8 metri sullo zero idrometrico.

Giovanni Gardani

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