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I treni, il ponte e un articolo
del Corriere del 1884: si stava
meglio quando si stava peggio?

Un articolo del Corriere della sera di 134 anni fa riporta in prima pagina la notizia della inaugurazione della tratta ferroviaria Piadena Casalmaggiore. E parla dell'esigenza di un ponte. Il parallelo è curioso. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

CASALMAGGIORE – Treni e ponte, un problema quotidiano per il Casalasco. Tanto che a qualcuno sovviene il famoso detto “si stava meglio quando si stava peggio”. Le ricerche storiche negli archivi dei quotidiani, anche di tiratura nazionale, a volte svelano aneddoti curiosi. Dei quali non stupirsi forse nemmeno più di tanto, ma che in ogni caso osserviamo con gli occhi un po’ sognanti e senza dubbio affascinati.

Così capita che, a proposito di treni, il Corriere della Sera nell’edizione del 7-8 ottobre 1884 dedichi addirittura la prima pagina all’apertura del tronco ferroviario Casalmaggiore-Piadena, una parte dell’attuale Brescia-Parma che fa dannare i pendolari casalaschi. Si legge che l’inaugurazione è avvenuta alle 4.30 del mattino, non sappiamo se di martedì 7 o mercoledì 8 ottobre, senza alcuna cerimonia ufficiale. Il dettaglio curioso è però un altro: 134 anni fa il nuovo treno percorreva la linea a 35 km all’ora, impiegando dunque mezzora circa per quei 17 km di binari, che passavano pure dalla stazione di San Giovanni in Croce. “Il servizio mi dicono sia stato puntualissimo” spiega con un curioso riferimento il corrispondente del Corrierone.

All’epoca si andava piano ma lontano, evidentemente. Oggi quella linea, che necessita di ammodernamenti dei quali però non si nota ombra (senza andare oltre la semplice manutenzione), prevede invece ritardi costanti, cancellazioni e maledizioni e improperi dei pendolari. Come scrive una pendolare solo giovedì mattina il 20333 era in ritardo standard, il 20337 è partito in ritardo da Brescia (ma per Trenord doveva partire da Parma, stando alla app, il che denota disinteresse verso la propria stessa linea), il 20335 era in ritardo di 10 minuti. Nei giorni scorsi a Piadena, stessa linea, il treno si è fermato perché rotto, lasciando a piedi i pendolari che dovevano arrivare a Casalmaggiore.

Sempre pochi giorni fa – e qui passiamo dai treni al ponte di Casalmaggiore – alle 5 di mattina è stato inaugurata, per così dire, la nuova strettoia che porta al ponte sul lato parmense: un tir con targa italiana ha tentato di passare, pare a forte velocità, la strettoia, rompendo metà della parte anteriore del camion, lasciando una gomma a terra con cemento e olio ovunque. A proposito di ponte, sempre il Corrierone di quell’ottobre di 134 anni fa scriveva che “fino a quando non avremo il grande ponte sul Po che congiunga direttamente il nostro tronco a quello Colorno-Parma, i vantaggi che deriveranno a questa città non possono essere gran che sensibili, perché fino allora il territorio casalasco continuerà a rimanere isolato”. Fare leggere, per cortesia, ai vertici di Trenord e Rfi che, investendo sul ferro in questo momento, qualche pensiero dalla testa dei lavoratori di Basso Parmense e Casalasco l’avrebbero tolto anziché aggiungerlo…

Giovanni Gardani

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