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Il Maresciallo Bertinelli e
i rischi di internet: lezione per
(pochi) genitori della Marconi

I crimini, ha detto Bertinelli, sono ora passati soprattutto sull’online: si sente parlare meno di rapine in banca, ma i ladri spesso studiano proprio Facebook o i social per pianificare i colpi.

CASALMAGGIORE – Pochi ma buoni, come ha evidenziato la dirigente della scuola elementare Marconi di Casalmaggiore Cinzia Dall’Asta: peccato però perché incontri come quello di martedì nel pomeriggio, oltre ad essere formativi per i genitori e, si spera, per le nuove generazioni, offrono pure informazioni per certi versi inattese. Si scopre così che nel 2018, in soli cinque mesi, sono già stati 15 i minori nel solo comune di Casalmaggiore a finire invischiati nella rete di internet, in particolare in questioni che spesso sfociano nel penale.

L’incontro, organizzato dalla scuola, ha visto come relatore unico il Maresciallo dei carabinieri, nonché comandante di stazione, Giuliano Bertinelli, che già aveva tenuto confronti di questo genere negli istituti scolastici casalesi: questo però era particolare, perché rivolto appunto ai genitori che, non essendo nativi digitali, spesso faticano a comprendere le potenzialità ma soprattutto i pericoli sottesi nella rete. La prima metafora di Bertinelli è stata quella, molto efficace, della piazza: lascereste vostro figlio minorenne in piazza da solo durante un grande evento, col rischio che si perda? Certo che no, eppure sulla più grande piazza del mondo, benché virtuale, ossia internet, spesso i minori non si controllano. Con tutti i rischi che ciò comporta.

A volte basta una dichiarazione falsa – spiegando cioè di essere maggiorenni per accedere a determinate chat – per finire nei guai, perché la dichiarazione mendace arriva proprio dal minore. In vista, peraltro, vi sono modifiche alla legge che consentiranno l’accesso a Facebook solo a chi ha compiuto 16 anni, e lo stesso vale per WhatsApp. Il rischio però è sempre lo stesso, ovvero che il minore commetta reati a sua insaputa, ad esempio la pubblicazione di una foto di un amico senza consenso, che portano a possibili processi e a controlli dei Servizi Sociali.

I crimini, ha detto Bertinelli, sono ora passati soprattutto sull’online: si sente parlare meno di rapine in banca, ma i ladri spesso studiano proprio Facebook o i social, sperando nella pubblicazione di alcune foto della casa per aver una mappa della stessa da parte di un residente della via, magari studiata per qualche giorno, anche per capire il livello di sicurezza e di fiducia instaurata tra vicini di casa. E poi, quando sempre sui social, scatta la frase: “Domani si va in vacanza”, ecco che scatta pure il colpo. Insomma uno strumento utilissimo e rivoluzionario, internet, ma che va usato nel modo giusto. Così come si insegna al minore a non mettere la mano nell’acqua calda, perché ci si scotta, allo stesso modo bisognerebbe fare con social e chat, da non prendere mai con leggerezza.

Giovanni Gardani

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