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Punto Nascite, anche San Martino dall'Argine invita Regione a chiedere deroga

"Ci aspettiamo, pertanto, che qualcuno di autorevole, titolato per la richiesta di deroga, ossia la Regione Lombardia, esca dal silenzio per rassicurare di un rinnovo della volontà politica di mantenimento del punto nascite”.

SAN MARTINO DALL’ARGINE – Anche il Comune di San Martino dall’Argine nell’ultimo Consiglio della presente amministrazione del 30 maggio discuterà del punto nascite dell’Ospedale OglioPo. Il Consigliere Cedrik Pasetti ha, infatti, presentato la mozione perché la Regione Lombardia rinnovi la richiesta di deroga che scongiuri la chiusura del struttura: “Abbiamo condiviso la mozione del Consigliere di Viadana, Gianni Fava, conoscitore della questione e del territorio per evitare la chiusura della struttura poichè a fine anno scade la deroga richiesta quando questi era assessore in Regione Lombardia”.

Continua Pasetti: “Come succede spesso in materia di sanità e di ospedali abbiamo letto dichiarazioni strumentali da parte di politici della stessa parte politica di chi ha presentato il provvedimento che impone la chiusura dei punti nascita, ed alzate di scudo di persone non competenti sulla scelta di richiedere la deroga. Non corrisponde al vero che la richiesta di deroga sia stata presentata dalla scorsa legislatura regionale per tutti gli ospedali interessati così come non è vero che l’abbiano ottenuto tutti. Nessuno, però, sottolinea una verità dal valore di dogma: la deroga è già stata ottenuta da Maroni e Gianni Fava al di fuori dei parametri stabiliti dal decreto Lorenzin. Sia chiaro a tutti: la deroga è stata ottenuta per precisa volontà politica. L’Ospedale Oglio Po, infatti, non possedeva i requisiti per l’ottenimento del beneficio, non è un nosocomio di montagna disagiato da un punto di vista logistico”.

“E’ ormai chiaro – conclude Pasetti – che quando c’erano, e funzionavano bene, i presìdi territoriali politici vi era la volontà politica che questo territorio non ritornasse ai confini dell’impero, dimenticato da Dio e dagli uomini, ed i suoi servizi venissero smantellati. Ci aspettiamo che coloro i quali oggi hanno gli strumenti per salvaguardare i servizi territoriali si facciano parte diligente presso gli organi competenti. Ci aspettiamo, pertanto, che qualcuno di autorevole, titolato per la richiesta di deroga, ossia la Regione Lombardia, esca dal silenzio per rassicurare di un rinnovo della volontà politica di mantenimento del punto nascite”.

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