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A scuola di sport,
in Baslenga i piccoli
della Marconi protagonisti

Il progetto è stato curato da Nuccia Brambilla, referente di educazione motoria per il plesso scolastico, e assieme dall’Atletica Interflumina e dalle società sportive di Casalmaggiore che hanno deciso di partecipare (per rugby, karate e tennis).

CASALMAGGIORE – Giocoleria, anche per migliorare la coordinazione e la forza motoria, dunque non solo per divertirsi, e poi i primi rudimenti di karate, declinati però nell’arte del gioco e assieme qualche colpo sottorete con il tennis e insegnamenti su come portare la palla ovale, andando in meta. Il centro sportivo Baslenga di Casalmaggiore si è animato mercoledì mattina con una splendida iniziativa, intitolata “A scuola di sport”, che ha portato le classi prime e seconde della vicina scuola elementare Marconi sulla pista di atletica e attorno alla stessa.

Il progetto è stato curato da Nuccia Brambilla, referente di educazione motoria per il plesso scolastico, e assieme dall’Atletica Interflumina e dalle società sportive di Casalmaggiore che hanno deciso di partecipare (per rugby, karate e tennis): una mattinata intera e intensa con i gruppi che si sono alternati ai quattro angoli del centro sportivo. Nei panni di maestri e insegnanti vari esponenti delle società sportive locali per ciascuna disciplina oltre al Mago Agide, che tra clavette, tamburi e altre attrezzature specifiche, ha stimolato i ragazzi a lavorare sulla propria coordinazione, senza mai fare mancare una sana dose di divertimento e sorrisi. Dopo un percorso completo per tutti i quattro gruppi che sono stati creati all’arrivo in Baslenga attorno alle ore 9, i giovani partecipanti hanno potuto fare merenda presso la palestrina coperta della Baslenga, di fianco alla pista di atletica leggera, dove proprio il Mago Agide ha inscenato uno spettacolo divertente e coinvolgente per tutti i bambini presenti.

Più che sport, insomma, attività motoria, con la componente di gioco sacrosanta a quell’età, senza preclusioni né imposizioni, come giusto che sia quando ogni possibilità va lasciata aperta, consentendo poi agli sportivi del futuro di scegliere la strada che reputano più consona e più adatta alle proprie attitudini. Che, col tempo e alla distanza, potranno uscire. L’obiettivo in ogni caso è instillare in questi bambini la coscienza dell’importanza dell’attività fisica e sportiva, che è fondamentale per mantenere in salute gli adulti di domani: successivamente, ossia con l’avanzare dell’età, la battaglia da combattere è quella al drop-out, ossia all’abbandono da parte dei giovani dello sport, qualsiasi esso sia. Una sorta di fase-2 che vede sempre l’Interflumina in prima fila.

Giovanni Gardani

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