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Marcia della Pace, le scuole
in piazza e il monito di don Claudio:
"Pace passa anche da nostre rinunce"

Sul palco, una dopo l’altra, la scuola dell’Infanzia San Giuseppe con i canti di pace, la primaria Marconi con la lettura di pensieri di pace, il Polo Romani con riflessioni su bullismo e cyberbullismo. GUARDA IL SERVIZIO DEL TG DI CREMONA 1

CASALMAGGIORE – E’ stata una marcia chiassosa ma composta, colorata ma al contempo ordinata. C’è chi ha preso il centro della piazza Garibaldi con striscioni e messaggi; chi invece, forse più pigro e dunque per comodità, ha preferito starsene all’ombra, di lato. Ma la seconda edizione della Marcia della Pace organizzata da Acli con il presidente Francesco Caffelli in testa è stata ancora una volta un successo.

La pace, per i più giovani, è un concetto più semplice e meno astratto, forse anche meno retorico: più facile ragionarne con loro che non con gli adulti, ricordando, come ha detto Giancarlo Roseghini dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, portando il saluto di Aurelio Magni, classe 1921 assente per motivi di salute, che la guerra parte anche da piccole scaramucce, da piccoli litigi, come quelli che possono avvenire in classe o tra amici. E poi non si sa mai dove si può andare a finire. Un parallelo portato avanti analizzando anche il macroscenario internazionale, prima di un augurio conclusivo. “Immaginatevi la pace e costruitela – ha detto Roseghini – tutti i giorni. In questo modo potrete davvero dare un senso a questa giornata e a questa marcia”.

Dopo il saluto di Caffelli e Roseghini, è toccato a uno scatenato don Claudio Rubagotti, parroco di Casalmaggiore, che ha scherzato con tutti i ragazzi presenti, intonare un paio di canzoni insegnate ai bambini dell’asilo San Giuseppe di Casalmaggiore per rompere il ghiaccio, esplicando poi la sua gioia nel poter parlare in piazza, “dove vorrei portare la mia chiesa” ha detto il parroco. Il sacerdote ha ricordato la ingiustizie nel Terzo Mondo, riportando gli episodi delle morti nel Mediterraneo nella tratta verso l’Europa e la speranza dall’Africa e citando Giovanni Paolo II, tra gli altri. Infine il messaggio più importante, di grande profondità. “Non c’è pace senza giustizia: dunque per volere la pace, noi dobbiamo essere pronti a rinunciare a una parte del nostro benessere, se questo è figlio del sangue di poveri innocenti: altrimenti non potremo mai avere la pace”.

E’ toccato ai vari gruppi delle scuole partecipanti leggere messaggi o intonare canzoni di pace, ispirate ai grandi della storia, come Gandhi, ad esempio. Sul palco, una dopo l’altra, la scuola dell’Infanzia San Giuseppe con i canti di pace, la primaria Marconi con la lettura di pensieri di pace, il Polo Romani con riflessioni su bullismo e cyberbullismo. Con loro la cooperativa sociale Rinnovamento onlus Comunità Oasi7 M Silvia di Capralba che ha parlato del servizio accoglienza di mamme con minori, e l’associazione Yorido con lo Yoga della risata. L’adesione all’evento, col patrocinio del comune casalese, è giunta da Anpi, Tavola della Pace di Cremona, Cooperativa Sociale Rinnovamento, Popoli in dialogo, Persona Ambiente, Amurt, Amici di Emmaus, Nonsolonoi, La tenda di Cristo, Cgil-Cisl-Uil, Associazione Mia e le varie scuole partecipanti.

Giovanni Gardani

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