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Il Giro d'Italia Under 23
sulle strade del comprensorio:
una festa di pubblico e pedalate

Una carovana festosa, che non ha mancato di richiamare un buon pubblico ai due lati della strada, con le ali di folla che hanno tifato e sospinto i giovani atleti, il cui arrivo è stato annunciato da uno schieramento di forze notevole. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

La più importante corsa al mondo per ciclisti dilettanti, il Giro d’Italia under 23, è transitato nella terza tappa di questa edizione 2018 anche nelle strade del nostro comprensorio. Percorrendone i due poli principali, Viadana e Casalmaggiore: la tappa, infatti, studiata da Rio Saliceto, in provincia di Reggio Emilia, fino a Mornico al Serio, in provincia di Bergamo, 164 chilometri pianeggianti e adatti ai velocisti, ben si prestava ad abbracciare, oltre alla zona viadanese, l’intero territorio casalasco, cremonese e cremasco, che costituisce, come noto, una provincia allungata e strutturata da sud-est verso nord-ovest, proprio seguendo la direzione della tappa di domenica.

Nella foto il passaggio del Giro under 23 sul ponte di Viadana

Ecco allora che, partiti attorno alle 13.10 alla provincia reggiana, i 176 ciclisti che prendono parte alla corsa sono giunti sul ponte di Boretto-Viadana attorno alle 13.40, in perfetto orario. L’organizzazione ha richiesto uno sforzo notevole: si pensi che, nei tratti anche brevi di 10-15 km, come quello che, via Castelnovese e via Asolana, collega le frazioni casalesi di Roncadello e Vicobellignano, sono stati quasi 50 gli incroci presidiati da Polizia Locale, Protezione Civile, Guardie Ecologiche e volontari vari. Sia a Viadana, sul ponte, che a Casalmaggiore, Edoardo Affini della SEG Racing, già maglia rosa dopo il primo giorno, si è presentato da solo, con un vantaggio di 7’15’’ sul resto del gruppone (diventati poi 8′ a Cremona): una fuga, la sua, sportivamente impossibile anche se coraggiosa, partita al km numero 6 e conclusasi a 14 km dall’arrivo a Mornico, dove il suo tentativo solitario è stato neutralizzato e tutto si è deciso, da pronostico, con la volatona, che ha premiato il belga Jasper Philipsen della Hagens Berman, maglia rosa nella seconda giornata di gare. In testa nella classifica generale è rimasto Markus Wildauer, austriaco che ora vanta 31 secondi proprio su Philipsen, vincitore in volata come detto sugli italiani Matteo Moschetti e Giovanni Lonardi: il Giro è comunque apertissimo.

Ed è passato, come detto, anche da San Giovanni in Croce, per restare nel Casalasco, e poi da Cremona e Crema, toccando per intero la provincia cremonese. Una carovana festosa, che non ha mancato di richiamare un buon pubblico ai due lati della strada, con le ali di folla che hanno tifato e sospinto i giovani atleti, il cui arrivo è stato annunciato da uno schieramento di forze notevole, pensando alla vettura di inizio corsa che ha regalato aggiornamenti nei vari passaggi affrontati, alle varie “ammiraglie” dei club iscritti al Giro, ai mezzi della Polstrada e ai sanitari, pronti a intervenire in caso di caduta. Una caduta, a 40 km dall’arrivo, si è in effetti verificata e ha coinvolto proprio Wildauer, che però ha completato regolarmente la sua tappa, solo con qualche graffio e rimanendo anzi in maglia rosa.

Giovanni Gardani

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