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Ippocastano di via Trieste,
parlano i fratelli Ferroni: "Tutto
è in mano alla Municipale"

Se la pianta muore, dopo anni in cui ha resistito a tutto, le responsabilità cadranno sull'impresa. Vogliamo sapere come va a finire, abbiamo fatto noi l'esposto e abbiamo diritto a conoscerne le conseguenze

CASALMAGGIORE – Nessun intervento della Forestale, almeno per il momento. Tutto è demandato alla Polizia Municipale. E intanto il sale – con molte probabilità – resta lì, a minarne le radici, in attesa dell’intervento. Della Polizia Municipale, o divino.

Fabio ed Orlando Ferroni ci aggiornano sull’ippocastano di via Trieste e sulla denuncia, nei confronti di ignoti, per la buca e la posa del sale alla base delle radici della pianta.

“Ho parlato – ci spiega Orlando Ferroni – con la Forestale, che dopo un primo sì ad un intervento si è confrontata con la Polizia Municipale che ha spiegato che sta procedendo con tutte le verifiche del caso e le eventuali sanzioni, per cui loro si sono fermati. Siamo preoccupati, perché al momento da quel che ci risulta nessuna bonifica è stata effettuata. Le prove del versamento di sale ci sono, e sono state fornite alla Polizia Municipale, e c’è pure il nome dell’impresa che se ne è occupata, con i relativi testimoni. Se la pianta muore, dopo anni in cui ha resistito a tutto, le responsabilità cadranno sull’impresa. Comunque sia vogliamo sapere come va a finire, abbiamo fatto noi l’esposto e abbiamo diritto a conoscerne le conseguenze. La Municipale dovrà aggiornarci”.

Una pianta che fa parte del patrimonio pubblico: “C’è chi dice che il sale, prima che l’angolo venisse asfaltato, è stato rimosso. Io ho le prove che è stato messo, nessuno ha fornito quelle della rimozione e non mi fido delle parole. Aprano un buco e ci facciano vedere che il sale non c’è più e che al suo posto c’è altro. La Polizia Municipale ha verificato la presenza dello stesso, al momento non mi risulta che ne abbiano verificato la rimozione”.

Orlando Ferroni non cede di un passo: “Da parte mia c’è tutta la volontà di mediare, ma che nessuno faccia il furbo ed ognuno faccia la sua parte. Uccidere una pianta e arrogarsi il diritto di decidere per altri, è una pura dimostrazione di potere. Ormai la vicenda è ricostruita, chi di dovere sa quello che è successo, ha foto delle prove e nome di chi ha fatto il buco. Ora chi ha il potere di intervenire lo deve fare. Altrimenti sarà corresponsabile di tutto questo. A rimetterci in questo caso, se la pianta morirà è la natura e siamo tutti”.

“Ora comunque abbiamo tutte le prove di quel che è successo e non ci fermiamo, anche se si sembra arrivati ad un punto morto. E chiederemo anche la verifica di quell’accesso. Abbiamo ricostruito tutti gli eventi di quando fu fatto, e vogliamo vederci chiaro”.

Nazzareno Condina

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