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Punto Nascite Oglio Po, Degli
Angeli e Fiasconaro, lettera di
sostegno al mantenimento

Oltre a lavorare sulla carenza di personale, è necessario agire su questi problemi e sull’informazione sul punto nascita che i consultori devono dare sul territorio

CASALMAGGIORE – Hanno fatto pervenire una lettera che verrà letta probabilmente questa sera, in Consiglio Comunale, quello straordinario convocato per discutere della probabile chiusura del Punto Nascite dell’Oglio Po. I consiglieri regionali Marco Degli Angeli e Andrea Fiasconaro (M5S) hanno espresso le proprie considerazioni su quel che concerne la situazione dell’Oglio Po.

“Sul punto nascite dell’Ospedale Oglio Po – scrivono i consiglieri regionali –  a seguito di una interrogazione a risposta diretta in Aula Consiliare presentata dal Movimento 5 Stelle Lombardia in data 22 Maggio 2018 a firma dei Consiglieri Regionali Marco Degli Angeli e Andrea Fiasconaro, l’Assessore Regionale al Welfare Gallera aveva garantito un futuro per il presidio.

Per l’Ass. Gallera “l’ASST di Cremona ha messo in atto procedure per garantire la continuità operativa del punto nascita. Attualmente è aperto un concorso per il posto di tre ginecologi. Nel periodo estivo il punto nascita non sarà chiuso. Sui punti nascita la riflessione che porta avanti Regione Lombardia è ampia e articolata e si concentra sulla carenza di personale. Non c’è nessuna volontà di Regione Lombardia di depontenziare il punto nascite di Casalmaggiore, ma va fatta una riflessione sulla carenza di personale”.

Qualche giorno dopo ci siamo trovati davanti ad una retromarcia inspiegabile,infatti l’Assessore Gallera, smentendo se stesso, ha spiegato alla Commissione regionale Sanità che è orientato a chiudere i punti nascita sotto i 500 parti compreso quello dell’ospedale Oglio Po. I cittadini meritano davvero più chiarezza.

Il Movimento 5 Stelle farà tutto il possibile, a tutti i livelli istituzionali, per salvare il reparto. Più in generale sui punti nascita va fatta una attenta valutazione, la chiusura indiscriminata sotto i cinquecento parti è un errore che priverà le aree più svantaggiate, come molte zone di montagna o campagna, di un servizio dovuto. È comprensibile una razionalizzazione dei servizi nelle aree cittadine, ma la riorganizzazione deve portare a un miglioramento del servizi. Costringere le neo mamme a viaggi della speranza verso il presidio sanitario più vicino ci allontana dalla realizzazione del diritto alla salute dei cittadini.

E’ dal 2016 che siamo in una sorta di limbo e che Regione Lombardia si limita a stare a guardare mentre si riduce l’offerta di servizi sanitari ai cittadini. È ovvio che un presidio ospedaliero di cui si ipotizza la chiusura non è attrattivo per nuovo personale.

La chiusura del ponte di Casalmaggiore è un’ulteriore limite all’uso di un servizio che ha una potenzialità di ottocento parti all’anno. Su questo punto in particolare, in questi giorni, il M5S Lombardia ha richiesto ufficiale accesso agli atti all’ASST di Cremona al fine di chiedere i dati mese per mese dei parti del 2016- 2017-2018, in modo da conoscere quanti parti sono stati fatti in particolare dal settembre 2017(mese della chiusura del ponte di Casalmaggiore) fino a dicembre 2017 sui 382 totali del 2017, e vedere com’è l’andamento dell’anno nuovo, sempre con l’aggravante della chiusura del ponte.

Siamo in continuo contatto con il comitato nato a salvaguardia del punto nascite, e saremo con loro durante l’audizione, da noi suggerita, che si terrà in commissione sanità il 9 Luglio alle 14.30, e siamo speranzosi di portare altri dati a sostegno del mantenimento del punto nascita.

Oltre a lavorare sulla carenza di personale, è necessario agire su questi problemi e sull’informazione sul punto nascita che i consultori devono dare sul territorio.

Sarebbe opportuno incoraggiare, per esempio, una programmazione che puntasse su percorsi di gravidanza fisiologica, case del parto, rapporti capillari con i consultori della zona e soprattutto sulla rotazione del personale sanitario tra grandi e piccole strutture per far mantenere l’esperienza. Se l’Oglio Po ha perso attrattività negli anni soffrendo la mobilità passiva delle partorienti anche verso altre regioni, è anche per la mancata programmazione regionale distante e penalizzante per i territori di confine, come a ben vedere l’Oglio Po è e come non gli è però spesso riconosciuto dalle politiche della precedente e attuale maggioranza in Regione Lombardia.

Ora l’obiettivo deve essere il mantenimento e dunque il potenziamento di tutti gli altri reparti dell’Ospedale Oglio Po, perché la chiusura del punto nascita potrebbe essere il campanello d’allarme per tutta la struttura ospedaliera”.

redazione@oglioponews.it

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