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Ponte, la bara depositata
negli uffici della municipale.
Ferroni: "Mi sono rotto!"

"E mi sono rotto i coglioni!". Detto così, papale papale. Ci perdoneranno i puristi dell'italico idioma, ma la frase rende bene il concetto, lo sconforto, la rabbia. Il francesismo è del consigliere comunale Orlando Ferroni

CASALMAGGIORE – Costretto anche lui – come tanti – a far la vita da pendolare in macchina. Sono tanti i giorni ormai accumulati per passare da una parte all’altra. “E mi sono rotto i coglioni!”. Detto così, papale papale. Ci perdoneranno i puristi dell’italico idioma, ma la frase rende bene il concetto, lo sconforto, la rabbia. Il francesismo è del consigliere comunale Orlando Ferroni.

D’altro canto chi ha pensato ieri di lasciare un messaggio è stato piuttosto chiaro. ‘Vergogna’ per la rete ferroviaria, lo striscione che penzolava dal ponticello della linea che passa nella periferia della città. La bara (che al momento, come ci informa lo stesso Ferroni, è depositata presso gli uffici della municipale) ai piedi del ponte per rimarcare ‘la morte’ in senso fisico di una struttura che, seppur recuperata, non riuscirà a sostenere per lungo tempo il peso del traffico e l’agonia di tanti viaggiatori, tra spese che aumentano, permessi mangiati e tempo perso.

E’ il caso di una pendolare, E.S. che scriveva ieri che fra ritardi vari (dei treni) di ore dalla chiusura del ponte di dieci mesi fa se ne è già mangiate 60. Regalate a provincia, regione e stato, senza alcuna possibilità al momento che i tre enti posano rimborsargliene neppure una. Non è stato previsto nulla per i singoli lavoratori. Nessuno sgravio, nessun rimborso, niente di niente insomma.

“Il ponte? – spiega Orlando Ferroni – Ce lo siamo già pagato con tutti i soldi in più che abbiamo speso in gasolio, con le accise, con le perdite di tempo. Oggi altra gente tornerà a piedi attraversando il ponte, con le temperature che ci sono. Ed è una vergogna. Sembra di essere stati trasportati nel dopoguerra. E noi dovremmo essere una Regione avanzata? Dovremmo essere orgogliosi di essere Lombardi, o Emiliani? Tutti sono responsabili, nessuno se ne può tirare fuori. Tutti, senza esclusione, soprattutto chi non ha fatto nulla”.

Nazzareno Condina

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