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SP 85, uscire di casa è un terno
al lotto. A Vicobellignano c'è
chi chiede maggior sicurezza

SP 85, primo tratto, quello che va dalla curva che immette sull'asolana al semaforo. Massimo Pasini vive lì, al civico 14. Uno stradello gli consente di uscire di casa per immettersi in strada

VICOBELLIGNANO – Uscire da casa? Un terno al lotto, soprattutto se, sia a destra che a sinistra vi sono parcheggiate autovetture. L’area è peraltro banchina stradale, non è marciapiedi ne parcheggio anche se viene utilizzato come tale. Dall’altra parte infatti è impossibile muoversi in bici o a piedi. Giocoforza l’unica ‘strada’ percorribile è quella.

SP 85, primo tratto, quello che va dalla curva che immette sull’asolana al semaforo. Massimo Pasini vive lì, al civico 14. Uno stradello gli consente di uscire di casa per immettersi in strada. Con la banchina occupata dalle vetture l’accesso in strada è quasi diretto. “Quando esco in scooter – ci racconta – corro rischi e non vedo niente. Prima o poi prenderò qualcuno sotto, o metteranno sotto me”.

Massimo non si è dato per vinto, il 19 giugno scorso ha scritto al comandante della Polizia Municipale Silvio Biffi. “Gentile signor comandante dei vigili urbani Silvio Biffi – scrive – chiedo all’amministrazione comunale attraverso il vostro comando il posizionamento di 4 archetti presso la nostra abitazione situata in via Massimo d’Azelio 14.14/a in quanto spesso e volentieri le automobili parcheggiate vicinissime all’uscita del viottolo ove sono situate le nostre abitazioni impediscono la completa e serena visuale all’immissione sulla strada quando dobbiamo uscire con un automobili, in quanto rischiamo quotidianamente di investire involontariamente pedoni o ciclisti in transito innanzi alla nostra uscita. Chiediamo cortesemente all’amministrazione di poter attuare il progetto di una ciclabile ma nell’immediato riteniamo opportuno l’intervento urgente di quattro dissuasori di parcheggio per poter evitare spiacevoli incidenti come sopra citato. Vi ringraziamo per la cortese attenzione e porgiamo ai vigili e tutta l’amministrazione cordiali saluti in attesa di una cortese risposta”. La lettera è firmata da altri residenti oltre a Massimo.

Il comandante dei vigili ha mandato gli uomini a prendere le misure, segnalando altresì che la strada è di pertinenza provinciale. “Il comandante dei vigili mi ha mandato da Lipreri al quale mi ha spiegato che la richiesta è da inoltrare alla provincia. “E’ già stato fatto anche quello, anche se io non sono nessuno e nessuno naturalmente ha risposto”. La provincia – dalla riforma in poi – è divenuto un ente ‘mitologico’: tutti sanno che esiste, pochi la percepiscono come entità reale.

“Ho chiesto che in attesa che si decida cosa fare della banchina stradale, che al momento da quello che so resta banchina stradale per cui non dovrebbe essere comunque parcheggio, vengano messi almeno dei dissuasori. Sono 39 anni che vivo lì e che combatto, e sono stanco di rischiare ogni volta. Chiedo che sia interdetto il parcheggio almeno da casa madella al Semaforo”.

Da quando è stata aperta la farmacia peraltro è aumentato anche il numero dei residenti che si sposta a piedi o in bici dal centro della frazione verso la nuova area dove sorgono diverse attività commerciali. Massimo chiede una risposta. Ne va della sua sicurezza e della sicurezza di chi percorre la banchina stradale.

Nazzareno Condina

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