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Luca Rabbia, da Torino a Paludea
per riscoprire origini: il cicloturista
passato da Casalmaggiore

A raccontare la storia è lo stesso cicloturista (non cicloamotore né tantomeno sportivo professionista o dilettante) sul proprio blog, dove tiene un diario di bordo aggiornato quotidianamente.
Nella foto Luca Rabbia con Letizia Frigerio e Miro Lanzoni e, nell'altra foto, col sindaco Bongiovanni

CASALMAGGIORE – C’è chi utilizza VenTo, prima che VenTo entri nel pieno delle sue potenzialità, con i finanziamenti del caso: è la storia di Luca Rabbia, che è partito appunto da Torino e arriverà nei prossimi giorni in Friuli, a Paludea. Tutto questo in bicicletta, sfruttando le piste ciclabili per 800 km, per giungere vicino alla zona di Pordenone, dove Luca cerca le sue origini e i suoi avi lontani. A raccontare la storia è lo stesso cicloturista (non cicloamotore né tantomeno sportivo professionista o dilettante, ma animato questa estate dalla voglia di muoversi sfruttando le due ruote) sul proprio blog, dove tiene un diario di bordo aggiornato quotidianamente (questo il link: https://iltourtorinopaludea.wordpress.com). Da qui scopriamo che la tappa Cremona-Casalmaggiore, passando da San Daniele Po, è stata lunedì la sesta del suo percorso.

“Finalmente una vera ciclabile lungo l’argine del Po – racconta Luca, lasciando intendere che non tutto è andato per il meglio, a livello di infrastrutture, sin lì – . Silenzio e nessuna auto, vista spettacolare tutto intorno, è il preludio all’arrivo a Casalmaggiore. Il comune di Casalmaggiore diventa per un giorno casa mia in tutti i sensi con vere amicizie nate nell’arco di poche ore e grandi dimostrazioni di affetto e calore. Sono veramente sorpreso e forse come dice Mauro (il marito della mia tutor in città, Letizia) in Comune mi hanno confuso con qualche personaggio famoso”.

Il riferimento è a Letizia Frigerio, curatrice del Museo del Bijou, e al marito, il casalese Mauro Farina. Dopo di che Luca conosce anche il sindaco Filippo Bongiovanni e Franca Filippazzi degli uffici comunali. Come spiega il suo racconto. “In due ore faccio conoscenza del Sindaco e della Franca – si legge – che mi ha aiutato moltissimo a trovare una soluzione per essere ospitato in tenda. Visito il più bel museo del bijou del mondo con Letizia (la direttrice che apre il museo solo per me visto che è giornata di chiusura) e conosco uno dei fautori del recupero di questi ricordi del suo passato da impiegato nella fabbrica storica che li produceva proprio qui a Casalmaggiore. Per la cronaca lui ha 76 anni (si tratta di Miro Lanzoni, ndr) e si lamenta delle poche views ai suoi video su YouTube. Capisco i problemi seri che la chiusura di un ponte (verso Parma) può causare nella vita normale di tutti gli abitanti (scuola, lavoro e anche passioni come Mariano che non può più andare a fare le serate di canto con il gruppo storico a Parma). Finisco la giornata con invito a cena da Letizia e Mauro che mi fanno sentire veramente in famiglia e li aspetterò volentieri a Torino per ricambiare. Ora in branda presso la canottieri Amici del Po che mi ha dato doccia, un pomeriggio in piscina e un tetto sulla testa per la notte. Grazie Casalmaggiore!”.

redazione@oglioponews.it

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