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Due gemelline salvate nella notte, intervento tempestivo all'Oglio Po

Ciò che è accaduto stanotte testimonia, in modo concreto, che anche nelle strutture con meno nascite è possibile gestire le criticità in modo tempestivo e con ottimi risultati. Il miracolo della vita, ancora una volta...

CASALMAGGIORE – Il reparto di ostetricia e ginecologia funziona. Non vi era nessun dubbio prima, non ve ne sono adesso. Ci sarebbero tante storie da raccontare, e tante le abbiamo già raccontate ma quella di stanotte merita una segnalazione particolare, non fosse altro perché con un intervento tempestivo ed efficace si è consentito, a due piccole gemelline, di vedere la luce. Una situazione critica quella delle piccole, brillantemente risolta.

Questo il racconto: “La scorsa notte il medico di guardia del reparto di ostetricia e ginecologia, Dott. ssa Alessandra Scarpa, viene allertata dell’arrivo del 118 con una paziente gravida di due gemelline alla 34° settimana, trasportata con urgenza per rottura delle membrane. L’equipe attende la donna in pronto soccorso per i primi accertamenti. La visita ostetrico-ginecologica ha subito evidenziato lo stato avanzato del travaglio e la criticità della situazione: un prolasso di cordone ombelicale e la posizione dei piedini di una delle gemelle ha indotto il personale a provvedere ad un intervento immediato con taglio cesareo d’urgenza. Il tutto è accaduto in tempi rapidissimi: l’ambulanza è arrivata in ospedale alle 4.32, alle 4.49 è nata la prima gemellina.

La donna, residente a Viadana (MN) e seguita dal consultorio del medesimo comune e mamma di altri quattro bimbi, sarebbe stata sottoposta a taglio cesareo programmato, a termine della gravidanza, presso l’ospedale di Mantova. Gli operatori del 118, però, hanno preferito condurla al punto nascita più vicino. Data la rapidità di evoluzione della situazione, ella non sarebbe potuta arrivare in nessun’altra struttura. Ancora una volta, quindi, la tempestività del soccorso, la prontezza di intervento medico e la vicinanza della struttura sono risultate fondamentali per la risoluzione di una complicanza, non frequente, ma che può succedere. Vista l’epoca gestazionale le neonate, una volta accertati i parametri vitali, sono state trasportate tramite UTIN all’ospedale di Cremona, mentre la mamma è ricoverata in ostetricia e ginecologia a Oglio Po.

Ciò che è accaduto stanotte testimonia, in modo concreto, che anche nelle strutture con meno nascite è possibile gestire le criticità in modo tempestivo e con ottimi risultati. Il miracolo della vita, ancora una volta…”.

Questo il reparto che Regione Lombardia ha deciso di chiudere senza neppure provare a resistere, così come almeno cerca di fare il Veneto. Un reparto che sino all’ultimo continua a lavorare con la professionalità di sempre.

Nazzareno Condina

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