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Casalbellotto, rinasce
la Madonnina della pompa:
"A costo zero per il comune"

"Non abbiamo speso un euro, nel senso che abbiamo portato avanti una raccolta fondi nei mesi scorsi, giungendo a coprire la quota. Poi la ditta edile di Angelo Favagrossa si è resa disponibile a portare avanti i lavori".

CASALBELLOTTO (CASALMAGGIORE) – E’ stato, per anni, il luogo di ritrovo dei giovani e meno giovani di Casalbellotto, ma a inizio anni ’90 venne dismessa: ora, per la precisione da qualche giorno ma con l’inaugurazione giunta domenica nel tardo pomeriggio, la vecchia pompa, con effige della Madonnina al centro, è tornata a essere un punto di riferimento per la frazione di Casalmaggiore.

Alla benedizione di don Ottorino Baronio, il quale poco prima aveva officiato la messa del Patrono, hanno partecipato, per il comune di Casalmaggiore, anche il sindaco Filippo Bongiovanni, che di Casalbellotto è originario, l’assessore alla Cultura Pamela Carena e il consigliere di maggioranza Pierfrancesco Ruberti, il quale ha sempre confessato che ricreare quel luogo e quel punto di riferimento era un suo pallino. La pompa d’acqua con l’effige della Madonnina venne realizzata nel periodo tra le due Guerre, per garantire alla popolazione l’approvvigionamento di questa importante materia prima potabile. Sulla pompa si trovano anche scritte in tedesco, con indicazioni dei militari che durante la guerra utilizzavano questa struttura come una sorta di cartello stradale.

Ora, sempre alla fine via Nicolò Tommaseo all’interno di una aiuola, dunque in sicurezza, la pompa d’acqua rinnovata è stata sistemata, a costo zero per il comune, come lo stesso Ruberti evidenzia. “Non abbiamo speso un euro, nel senso che abbiamo portato avanti una raccolta fondi nei mesi scorsi, giungendo a coprire la quota necessaria ai lavori. Poi la ditta edile di Angelo Favagrossa si è resa disponibile a portare avanti le operazioni di recupero. Il mio grazie, oltre che a questa ditta, va anche all’ingegner Guido Favalli, a Enrico Rossi dell’Ufficio Tecnico comunale e a Silvio Biffi, comandante della Polizia Locale, per avere concesso i permessi: non era scontato, tenendo conto che si tratta di una struttura che si affaccia su una strada aperta al traffico”.

G.G.

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