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Sabbioneta e un nuovo pezzo di
Paradiso: con le fontane danzanti
ecco il giardino di Vespasiano

E’ stata una cerimonia particolarmente emozionante quella che la Piccola Atene ha vissuto nel tardo pomeriggio di martedì: una inaugurazione passata da vari momenti e pure da un segreto tramandato ai posteri. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

SABBIONETA – Il giardino, da sempre, per l’uomo richiama l’Eden, il Paradiso Terrestre. E per questo l’uomo ha sempre cercato di costruire giardini simmetrici e tutti da vivere e godere. Lo fece, nel 1500, anche Vespasiano Gonzaga e, con l’inaugurazione di martedì, ecco che Sabbioneta torna ad appropriarsi di un pezzo di Paradiso.

E’ stata una cerimonia particolarmente emozionante quella che la Piccola Atene ha vissuto nel tardo pomeriggio di martedì: una inaugurazione passata da vari momenti e pure da un segreto, che i posteri, tra centinaia di anni, potranno se vorranno scoprire, capendo così l’importanza di quell’11 settembre 2018, quando il Giardino di Palazzo Giardino – o Giardino della Fontana, per la presenza della grande vasca al centro – è di fatto rinato. Tutti si ricordano la situazione e le condizioni di questo spazio a novembre: da decenni il giardino era divenuto dapprima ortaglia e poi spazio verde un po’ consumato e trascurato, apprezzabile soltanto per le nicchie in muratura: dopo lavori durati quasi un anno la forma attuale del Giardino di Vespasiano sarebbe sicuramente apprezzata, ricalcando l’ispirazione derivata dal passato, dallo stesso Duca che lo ideò.

Aldo Vincenzi, sindaco di Sabbioneta, ha fatto gli onori di casa, salutando il buon pubblico presente in un’atmosfera resa suggestiva dai piccoli fuochi controllati a terra, lungo il perimetro del giardino e accogliente dal rinfresco preparato per tutti dalla Pasticceria Atena. Dopo di lui la parte della ricostruzione storica è stata curata da Giovanni Sartori, mentre l’architetto Nando Bertolini ha avuto modo di ricordare le operazioni che hanno letteralmente trasformato la zona: dapprima lo studio filologico, figlio anche della collaborazione con l’Unesco e con studiosi dell’epoca gonzaghesca, poi il passaggio alle vie di fatto, riscoprendo essenze che apparivano dimenticate e che invece all’epoca di Vespasiano abbellivano e profumavano il giardino.

Anche la Sovrintendenza dei Beni Culturali ha portato un proprio saluto, prima del segreto tramandato ai posteri: una pergamena timbrata e firmata, recante la descrizione dell’inaugurazione di martedì, è stata inserita in una bottiglia e poi chiusa in una botola sotto l’ingresso del giardino, dove gli anni la custodiranno, celandola. La proiezione di un video – che ha mostrato, quasi giorno per giorno, i cambiamenti del giardino negli ultimi mesi – ha condotto ad una rapida visita nelle stanze interne di Palazzo Giardino, fino al momento più atteso, quello delle fontane di acqua e di fuoco, a cura di Prestige Eventi, che ha regalato un autentico sogno ad occhi aperti alla Piccola Atene, da martedì sempre più perla del comprensorio Oglio Po.

Giovanni Gardani

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