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San Rocco, i suoi angeli
e le storie sul fiume: il Romani
prepara un venerdì da ricordare

"La speranza - ha evidenziato Marco Orlandi - è che quanto stiamo portando avanti possa convincere anche il Ministero a un finanziamento: con la Soprintendenza abbiamo parlato e ci è stato spiegato che qualche chance in più c’è".

CASALMAGGIORE – “La notte degli angeli”, questo il titolo. Col sottotitolo che dice già tutto: “Gli angeli, il fiume e altre storie”. Una missione, in sostanza, per recuperare San Rocco, la chiesa diroccata fronte argine di Casalmaggiore, se non dal punto di vista architettonico e strutturale, per il quale servirebbe un miracolo, almeno nella sua utilità. E in una funzione molto particolare: un teatro all’aperto.

La mission del Polo Romani prosegue e, dopo quella che è stata una sorta di anteprima verso la fine dell’anno scolastico scorso, passa ora alla pratica, con una serata, inserita all’interno delle manifestazioni della Festa della Zucca, che venerdì si preannuncia molto suggestiva: a presentarla, nell’aula magna della scuola, la dirigente Maria Caterina Spedini, i professori Marco Orlandi, che da sempre crede al recupero di San Rocco, Aldo Boccaccia, che con la classe dei Geometri ha approntato studi ad hoc sulla struttura, e Stefano Prandini, coinvolto da Giuseppe Romanetti, che seguirà la direzione artistica dell’evento, per quanto concerne la parte letteraria della serata. Venerdì alle ore 20.15 si assisterà ad una commistione tra questa chiesetta, la sua gente che a volte se ne dimentica e il Grande Fiume, dato che là dove sorse San Rocco un tempo vivevano persone legate al Po sin dalla loro attività, come mugnai o barcaioli.

Dapprima le “Suggestioni barocche” ad opera del Silence Teatro, compagnia maestra in Italia nel teatro da strada; poi un documentario video dal titolo “Gente del Po”, che il grande regista Michelangelo Antognoni girò nel ferrarese ma che in ogni caso ben si sposa anche alla realtà padana e casalasca. Infine le lettura, ad opera degli studenti del Romani, di passi scelti legati proprio al fiume con autori che lungo il corso d’acqua sono cresciuti e vissuti, su tutti il pavese Gianni Brera e il reggiano Cesare Zavattini. Il programma è stato illustrato nel dettaglio da Romanetti, mentre la preside ha parlato di promessa mantenuta e sottolineato vari ringraziamenti, dagli sponsor – intesi come associazioni, vedi Amici di Casalmaggiore e Rotary Casalmaggiore Oglio Po, e come aziende private, vedi Impresa edile Favagrossa e Casalasca Servizi – a don Claudio Rubagotti per avere concesso l’area, alla Soprintendenza dei Beni Culturali.

“E’ questo un modo per non dimenticare San Rocco e per riappropriarcene” hanno svelato i partecipanti alla conferenza stampa, sottolineando come il recupero architettonico sia molto difficile, per non dire impossibile. “La speranza – ha evidenziato Marco Orlandi – è che quanto stiamo portando avanti possa convincere anche il Ministero a favorire un finanziamento: con la Soprintendenza abbiamo parlato e ci è stato spiegato che, dopo il nostro documentario dell’anno scorso e avendo ipotizzato ora una destinazione d’uso, qualche chance in più c’è. Rimane comunque una missione ardua, ma ci proviamo, coinvolgendo i nostri ragazzi”. “San Rocco – conferma Romanetti – può davvero essere un nuovo luogo in cui, all’esterno e in sicurezza (la parte interna, come noto, non è agibile, ndr), organizzare rappresentazioni teatrali o concertistiche: dare la possibilità di questa nuova vita coinvolgendo le scuole è un ottimo punto di partenza”.

Giovanni Gardani

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