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"Mi manda Rai 3" con le sue
telecamere tra Viadana e
Casalmaggiore: focus sui ponti

Intervistati da “Mi manda Rai 3”, che manderà in onda lo speciale martedì, anche Paolo Antonini e Stefano Prandini del Comitato, i quali hanno ricordato, nella doverosa associazione, pure i disagi ferroviari.

CASALMAGGIORE/VIADANA – E’ un caso da tempo ormai divenuto nazionale, quello del ponte chiuso di Casalmaggiore, tanto che venerdì mattina a Viadana le telecamera di “Mi manda Rai 3” hanno ripreso la situazione del ponte viadanese, al momento non ancora regolato a senso unico alternato, anche se i lavori imminenti porteranno giocoforza a questa prospettiva a partire dalla prossima settimana.

L’incubo del senso unico alternato, specie negli orari di punti in cui la gente si reca o torna dal lavoro, non può certo essere sottovalutato: già in passato creò code chilometriche. L’impressione è che da lunedì prossimo, per chi passa da Viadana e non ha alternative (i treni in questo momento, per come sono messi, non posso essere considerati tali), la giornata potrebbe persino peggiorare in termini di stress e senso di impotenza. A Viadana la troupe di Rai 3 ha intervistato Alessandro Sarasini, sindaco di Commessaggio e consigliere provinciale di Mantova, e Romano Bellini, consigliere comunale di Viadana. Sarasini e Bellini hanno evidenziato come pure il ponte viadanese sia in sofferenza per il traffico extra che deve sopportare (e supportare) da oltre un anno, ovvero dopo la chiusura del ponte di Casalmaggiore.

Nel pomeriggio di venerdì poi la troupe di “Mi manda Rai 3” si è spostata, accolta da alcuni esponenti del Comitato Treno Ponte Tangenziale, a Sacca di Colorno, in zona golenale, per toccare con mano e mostrare a tutta Italia le travi messe peggio. Fausto Salvini, produttore del Caseificio San Salvatore, appena dopo il ponte, ha presentato i drammatici problemi cui è andato incontro dopo la chiusura. “Quello che serve – ripete – è anche un’idea di ponte nuovo, oltre che una riparazione efficace: il mondo politico deve darsi una mossa”.

Intervistati da “Mi manda Rai 3”, che manderà in onda lo speciale martedì, pure Paolo Antonini e Stefano Prandini del Comitato, i quali hanno ricordato, nella doverosa associazione, i disagi ferroviari. “L’interesse è ormai divenuto nazionale e tenere i fari puntati sulla questione può essere significativo e dare una possibilità in più. Il ponte va riaperto in pochi mesi, non in anni, e sempre molto rapidamente bisogna pensare a un ponte nuovo: sono concetti che ripetiamo spesso qui, ma che tramite i media possono essere conosciuti in tutta Italia”. Senza dimenticare, a margine, l’erba ormai alta che sembra avere quasi assorbito i lati del ponte, quasi a voler celare le brutture che questa storia porta con sè.

Giovanni Gardani

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