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San Rocco e i suoi angeli:
una serata speciale e
"buone notizie in arrivo"

Ora che per la chiesetta di San Rocco non si parla più genericamente di recupero ma anche di una nuova destinazione d’uso, potrebbero arrivare alcuni finanziamenti per quest’opera, come ha lasciato intendere Maria Caterina Spedini.

CASALMAGGIORE – “I veri angeli non sono quelli di stucco, ma sono gli studenti del Polo Romani, che hanno a cuore il recupero di questa chiesetta”. Angeli umani, per dirla con don Gianluca Gaiardi, dell’ufficio Beni Culturali della Diocesi, che appoggiò da subito questo progetto, e per dare un senso al recupero di un monumento di Casalmaggiore che appariva perduto e invece potrebbe incredibilmente tornare a nuova vita. Meriti di chi ci ha creduto in passato – pochi – e di chi – con il Polo Scolastico Romani in testa – ci crede nel presente. Tanto che la notizia migliore è che la Soprintendenza dei Beni Culturali, ora che per la chiesetta di San Rocco non si parla più genericamente di recupero ma anche di una nuova destinazione d’uso, potrebbe veicolare alcuni finanziamenti proprio per quest’opera, come ha lasciato intendere Maria Caterina Spedini, dirigente del Romani, annunciando la prossima visita del sovrintendente Gabriele Barucca. “Ha promesso di portare buone notizie” ha detto la dirigente, ottenendo in cambio un applauso spontaneo del pubblico.

Venerdì sera lo spazio antistante la chiesetta fronte argine, che all’interno non è agibile, è diventato una sorta di palcoscenico teatrale, per una serata divisa in tre parti. Dapprima il suggestivo spettacolo degli Angeli di San Rocco, angeli umani, appunto, che grazie alla compagnia orobica Silence Teatro hanno riproposto con l’utilizzo di attori in carne ed ossa, quelli che sono gli angeli di stucco, parte artistica più preziosa – e più facilmente recuperabile – della chiesetta. Successivamente il documentario a firma Michelangelo Antonioni, girato dalle parti di Ferrara ma comunque dedicato al fiume Po e dunque applicabile anche a Casalmaggiore, che proprio con San Rocco – e la sua posizione – guarda al Po da secoli. Infine letture e recitazione da parte degli studenti del Romani che, seguiti dai professori Marco Orlandi, Aldo Boccaccia e Stefano Prandini, da un anno e mezzo promuovono idee per il recupero di San Rocco, edificato tra il 1497 e il 1511, con un lavoro interdisciplinare di licei e geometri.

Presenti per il comune di Casalmaggiore il sindaco Filippo Bongiovanni, il vice Vanni Leoni, gli assessori Pamela Carena, Sara Valentini e Marco Poli, mentre sono stati ringraziati sponsor (Impresa edile Favagrossa e Casalasca Servizi) e associazioni (Amici di Casalmaggiore e Rotary Casalmaggiore Oglio Po) che hanno appoggiato l’iniziativa. Bongiovanni ha ricordato la connessione tra San Rocco, il Torrione e il magazzino Aipo. Un saluto è giunto dall’assessore Carena, la quale ha ricordato la sua infanzia, quando aprendo la finestra vedeva il Torrione, da sempre legato strutturalmente a San Rocco, e dal parroco don Claudio Rubagotti. “Non so cosa accadrà domani – ha detto – ma questa serata è, per me, già un piccolo miracolo. Ed un ottimo punto di partenza”. Infine don Gaiardi e Giuseppe Romanetti, direttore artistico del Teatro, che ha spiegato la connessione della serata tra fiume, arte e storia di Casalmaggiore. Anticipando il già citato documentario di Antonioni e le letture finali dei ragazzi del Romani, pezzi di storia per riscoprire un nuovo, vecchio, gioiello.

G.G.

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