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Con il Master Class musica
barocca in grande spolvero al
Teatro all'Antica di Sabbioneta

Davanti a un centinaio di persone si sono esibiti, a turno, otto cantanti e cinque orchestrali, con violino, clavicembalo e tiorba a trascinare. Presenze da tutto il globo, come si conviene ad un evento e ad un Master Class di alto livello.

SABBIONETA – Ci si può stupire anche così, con musiche e melodie inusuali, per certi versi, prima di entrare – e di tornare – nel grande ambito della classica. A Sabbioneta, se si parla di cultura, di arte e di decennale Unesco, non può certo mancare anche la musica. E la serata di gala ha celebrato, presentata da Maurizio Ferrari, un Master Class di altissimo livello che da anni si perpetua proprio nella Piccola Atene.

Del resto il nome di Emma Kirby, famoso a livello mondiale, si sposa alla perfezione con l’ambiente ideale della Città Ideale, ossia il Teatro all’Antica dello Scamozzi: davanti a un centinaio di persone si sono esibiti, a turno, otto cantanti e cinque orchestrali, con violino, clavicembalo e tiorba a trascinare. Presenze da tutto il globo, come si conviene ad un evento e ad un Master Class di alto livello. Un programma vario, tutto basato sul barocco, che proprio in Italia a livello musicale ebbe il suo fulcro nevralgico. E con un puzzle variegato di voci e strumenti, con duetti voce e suono, oppure terzetti e via via a salire, sia come numero di musicisti che come coefficiente di difficoltà.

Sam Chapman al liuto e tiorba, Alessandro Ciccolini e Domenico Scicchitano ai violini, Marco Angilella al violoncello e Francesco Baroni al clavicembalo. Le voci sono quelle di Isabelle Taege, Claire Burrell-McDonald, Helen Walter, Ana Mitoska, Zsuzsanna Kupan, Emily Dilewski, Rui Hoshina, Bryan Sala. I componimenti, invece, tra gli altri, di Monteverdi, Handel, Purcell, Cima e Sabadini. Il non plus ultra insomma. Emma Kirby ha seguito dalla prima fila le sue allieve, mentre non mancava nemmeno Angelo Porzani, presidente degli Amici del Casalmaggiore International Festival, l’altra realtà che, in estate, rende grande la classica sul territorio comprensoriale. Musica e lirica, del cui linguaggio fu peraltro creatore un cremonese doc come Claudio Monteverdi tra ‘500 e ‘600.

G.G.

 

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