Un commento

Anziano investito alla rotonda
Conad grave: quella strada
merita maggior attenzione

Oggi i giganti di Storti non ci sono più in stazione e la popolazione si muove, e sempre più, anche in bici o a piedi. Soprattutto anziani, soprattutto loro. E sono loro a meritare maggiore tutela da chi può fare qualcosa

CASALMAGGIORE – Più serie dell’iniziale diagnosi le condizioni del ciclista 75enne che ieri è stato investito alla rotonda Conad. Rischia di rimanere su una sedia a rotelle dopo il violentissimo impatto con la vettura che lo ha catapultato a metri di distanza. E’ ricoverato a Cremona, dove i medici non hanno sciolto la prognosi: difficile, in queste condizioni, sapere per quanto ne avrà.

La rotonda Conad, posta al termine della via Cavour, che si dirige verso la stazione, i supermercati e le abitazioni al di là dell’asolana è la più pericolosa per pedoni e ciclisti, e lo è da sempre. Fu concepita, sotto la giunta Toscani, per ovviare al semaforo che, quantomeno e nonostante tutto, una regolamentazione la dava. Fu concepita con quella larghezza perché allora c’era il problema dei mezzi pesanti della Storti che ogni giorno – e numerosi – si spostavano dall’area merci della stazione per andare verso le fabbriche a consegnare materiali.

Larga lo è, ed anche troppo. D’altronde per far passare quei giganti non avrebbe potuto essere concepita altrimenti. Era il tempo delle macchine e del loro interesse prima di tutto il resto, il tempo in cui pedoni e ciclisti erano qualcosa in più. Le auto possono anche non rallentare, e a volte lo fanno. In fondo chi viaggia sull’asolana e tira dritto ha la precedenza ed accertatosi che non vi siano vetture a sinistra, è facile accelerare un poco. Oggi quell’area, e alla luce di quello che è successo, meriterebbe quanto meno una revisione. Aree di attraversamento troppo ravvicinate alla rotonda, scarsa visione di chi viene su in auto. Il pericolo c’è e se è sempre andata bene non vuol dire che la si possa lasciare così. Questa volta peraltro non è neppure andata bene.

Su quella strada attraversano ragazzi, anziani che vanno a fare la spesa, persone che si spostano in bici o a piedi per la città. Dalla periferia al centro e viceversa. La responsabilità della strada – da chiarire subito – è provinciale e dovrebbe essere la provincia ad agire. Forse sarebbe il caso di pensarci. Non abbiamo soluzioni da suggerire, ma tecnici in gamba in giro per l’Italia in grado di proporre qualche accorgimento per rendere più sicuri i passaggi ce ne sono.

Oggi i giganti di Storti non ci sono più in stazione e la popolazione si muove, e sempre più, anche in bici o a piedi. Soprattutto anziani, soprattutto loro. E sono loro a meritare maggiore tutela da chi può fare qualcosa.

Nazzareno Condina

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Commenti
  • Stefano Storti

    Buongiorno,

    Bisogna tenere in conto che la rotonda in questione è stata costruita nel poco spazio disponibile con le dimensioni minime indispensabili a consentire il transito ai mezzi pesanti con le dimensioni previste dal Codice della Strada e addirittura è estremamente stretta e di difficoltosa percorrenza per questi ultimi.
    Tuttavia rispetto al precedente semaforo ha contribuito a velocizzare il flusso veicolare tramite Casalmaggiore riducendo sensibilmente l’intasamento di traffico e il conseguente inquinamento atmosferico dovuto a veicoli fermi in coda accesi.
    Da operatore nel mondo dell’autotrasporto sarei il primo contento a non circolare più su tale rotonda, ma le alternative sono o fare passare i camion in piazza o realizzare l’agognata tangenziale che tutti i paesi del circondario già hanno, con ulteriore impulso positivo alla velocità di attraversamento di Casalmaggiore e allo stesso tempo ad una riduzione di traffico, gas di scarico e rischio incidenti sull’asolana nel tratto interno a Casalmaggiore.

    Stefano Storti