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Treni, la nuova frontiera
del disagio: convoglio ko
perché le porte non si aprono

Peraltro le porte automatiche sono nuove, installate la scorsa primavera, su quel treno: nonostante i binari siano dell’Ottocento - ironizza, ma non troppo, la signora - e nonostante i treni siano di fine anni ’70 quando va bene.

Accade anche questo, sulla Parma-Brescia e in qualche caso sulla Cremona-Mantova-Milano. Accade cioè che, ai ritardi, si assommino ora le soppressioni per un motivazione davvero particolare: non guasti alla linea o sovraffollamento, ammesso che queste siano scusanti plausibili, ma la mancata apertura delle porte. Proprio così: il treno c’è ma non può partire. A riportare il fattaccio è una pendolare, in questo caso di Parma, che lavora però a Bozzolo e che dunque – quando non utilizza l’auto, costretta a giri lunghi dopo la chiusura del ponte stradale sul Po di Casalmaggiore – sceglie a volte di prendere il treno, sapendo di dovere poi cambiare. Non il massimo della comodità ma se ci si arma di santa pazienza si può fare.

Se non che il treno non parte perché le porte non si aprono, appunto, aggiungendo così pure quest’ultima alla sequela di motivazioni assurde che già vi abbiamo raccontato in questi mesi. Quando la pendolare parmigiana chiede lumi al personale della stazione, dal quale il treno dovrebbe partire, ossia da Parma, si sente rispondere che il guasto non è riparabile in tempi brevi e dunque dovrà attendere il prossimo convoglio.

Peraltro le porte automatiche sono nuove, installate la scorsa primavera, su quel treno: nonostante i binari siano dell’Ottocento – ironizza, ma non troppo, la signora – e nonostante i treni siano di fine anni ’70 quando va bene. Ma anche le novità, evidentemente, risultano indigeste a Trenord, se è vero che quelle porte della discordia erano state piazzate da poco eppure già danno problemi. Tutti a piedi, così, peraltro in un orario, le 19.30, in cui è più difficile attendere il treno successivo e tocca quasi sempre affidarsi a un passaggio di un amico, un conoscente o un parente. “Forse c’è un altro treno alle 20” spiegano alla signora, senza però darle certezze.

Non è l’unico disguido, ovviamente, per quanto risulti il più clamoroso: chi è rientrato nelle settimane scorse dalle ferie ha segnalato nuovi disagi. Uno su tutti: i treni che, al cambio, non aspettano il bus sostitutivo, utilizzato spesso negli ultimi tempi per lavori di manutenzione alla linea Parma-Brescia nella zona della città della leonessa. Nel caso specifico, riportato da un’altra pendolare, il bus che sostituiva il treno 20355 ha fatto 15 minuti di ritardo e quindi il treno in partenza da Piadena e diretto a Casalmaggiore è partito senza attendere una decina di passeggeri, lasciando tutti molto innervositi e, quel che è peggio, senza trasporto.

G.G.

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