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Marcia della Pace Perugia Assisi, in
cammino con il sindacato pensionati
in una giornata memorabile

Che dire, una giornata e un luogo unici, un incontro con gli altri e perché no, con Dio in una atmosfera che sa ancora di buono. Doveroso il grazie agli organizzatori dello SPI, efficienti e meravigliosi.

CASALMAGGIORE – Assisi, posizionata in collina e affacciata sulla Valle Umbra, magica, oltre che stupenda, domenica ha ospitato più di centomila persone in occasione della marcia per la pace. Tra le tante organizzazioni locali, ho deciso di aderire a quella del Sindacato dei pensionati (SPI) di Cremona. Il sabato visita a Spoleto e la domenica Assisi. Ci avviciniamo alla città attorno alle 9.30, il cielo è nuvoloso e ci preannuncia una pioggerella fitta e incessante e, mentre ci accingiamo a intraprendere il percorso che ci porterà alla Basilica di San Francesco, già la possiamo scorgere lassù, avvolta da una nebbiolina suggestiva, abbarbicata sul colle che il Santo aveva indicato come luogo per la sua sepoltura, vale a dire, sulla collina inferiore della città dove, abitualmente, venivano sepolti i “senza legge”, i condannati dalla giustizia.

Già da lontano e mezzo coperta dalle nubi, infonde un senso di maestosità e rispetto. Iniziamo il percorso da Santa Maria degli Angeli e di lì a poco ci troviamo a calpestare la famosa “mattonata”, ampia corsia pedonale, corredata da alberature e pavimentata in mattoni, che conduce fino alla porta d’ingresso della città; restaurata per il giubileo del 2000, ripercorre un percorso processionale vecchio di secoli. La Strada Mattonata si presenta come un itinerario di grande fascino: religioso, in quanto collega i due più significativi luoghi francescani, cioè le due Basiliche, ma anche ambientale, poiché, percorrendola, si possono ammirare le straordinarie prospettive di Assisi e del suo paesaggio.

L’atmosfera è magica, mistica e induce al silenzio, le persone camminano in gruppo senza parlare, catturate da questo momento unico e ammirando nel frattempo un paesaggio solenne e complice. Il cielo ci dona quelle gocce di pioggia che già ci aveva preannunciato, ma, non so perché, non nuocciono. La prima parte del percorso è in piano, accessibile a quasi tutti, parecchi mattoni riportano i nomi dei donatori che hanno contribuito alla sua realizzazione; la seconda parte invece, prevede un paio di salite un po’ più faticose, alla fine delle quali ci si trova davanti la porta di San Pietro che dà accesso alla città.

Entriamo in quello che subito ci appare come un altro mondo, un luogo senza tempo dove molteplici periodi storici sono lì sovrapposti, per essere ammirati; vicoli in salita, scalinate, casette in pietra, angoli e scorci incorniciati dal paesaggio collinare, che spunta qua e là, ad esaltare la bellezza di un balcone fiorito, o il comignolo di un tetto. Siamo incantati, ogni passo ci regala una esplosione di meraviglie che entrano nel petto con la forza di un pugno e con la delicatezza di una carezza insieme. Piano piano, senza fretta, procediamo per le viuzze incontrando botteghe, chiese e case finché di colpo, davanti a noi il piazzale della Basilica….. l’emozione non la si può descrivere, ogni aggettivo è riduttivo.

Percorriamo, quasi in trance, tutto il piazzale antistante ed entriamo prima nella Basilica inferiore poi in quella superiore: la tomba del Santo, Giotto, Cimabue, i vetri colorati dei finestroni, ogni pietra, ogni scalino, meritano un silenzio stupito, nonché reverenziale, sono totalmente presa dalla sindrome di Stendhal!! Ognuno di noi si gusta ogni angolo, finché sazi ed inebriati da tanta bellezza, usciamo, il tempo di un boccone, poi si torna sul piazzale ad aspettare chi, la marcia l’ha fatta partendo da Perugia. Ed ecco che, come il corteo, imbocca la via che conduce alla Basilica, un sole forte e caldo fa breccia tra le nuvole e dona ancora più colore a tutte le bandiere arcobaleno, quasi a voler dare il benvenuto a questa moltitudine di anime gonfie di emozione.

Un fiume di gente, composta, armata delle uniche armi utili: tolleranza, solidarietà, umanità, amore, pace. Più di centomila ad ingrassare questo sorprendente corteo, una esagerazione di giovani bellissimi, animati da valori intramontabili e illuminati da un sole improvviso, che ci è parso esplodere per l’occasione e mandato da chissà chi. Non c’è posto migliore per celebrare il concetto di pace, un luogo immensamente bello e immensamente sacro.

Che dire, una giornata e un luogo unici, un incontro con gli altri e perché no, con Dio in una atmosfera che sa ancora di buono. Doveroso il grazie agli organizzatori dello SPI, efficienti e meravigliosi.

Giovanna Anversa

 

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