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Il trasferimento in prestito
temporaneo del Cristo
Deposto divide Casalmaggiore

“Perché - ha detto Araldi con la sua consueta vis polemica - quello che va a Cremona di solito non torna mai indietro”. Insomma, il prestito temporaneo, peraltro già approvato dalla Soprintendenza dei Beni Culturali, non convince l’ex sindaco.

CASALMAGGIORE – C’è chi la definisce una polemica alla Peppone e don Camillo, anche se il sindaco in questione – ex sindaco per la verità – non è mai stato iscritto al Pci e anche se il sacerdote non è solito interessarsi troppo di politica. In questo caso, del resto, la politica centra ben poco.

L’oggetto del contendere è la statua di marmo – capolavoro inizialmente attribuito a un anonimo lombardo ma che in realtà è opera di Jacopino da Tradate, uno dei maestri del periodo gotico – del Cristo Deposto, che si trova nella chiesa di San Francesco a Casalmaggiore. Nessuno ha dato risalto a quell’opera sino a quando Expo a Milano (per la verità una mostra parallela a Palazzo Reale, ma la semplificazione in questo caso fa gioco) se l’è presa per mostrarla al pubblico e sino a quando anche i giornali a tiratura nazionale – nel caso specifico l’inserto di Repubblica – hanno iniziato a parlarne. Da allora quel Cristo Deposto è divenuto quasi come la Gioconda: un tesoro da custodire gelosamente. Meglio tardi che mai, si potrebbe pensare.

Al di là di questo, la polemica nasce dalla conferenza stampa che nei giorni scorsi ha svelato la storia legata a questa scultura, durante la quale don Claudio Rubagotti, parroco di Casalmaggiore da poco più di un anno, ha svelato che il costituendo Museo Diocesano di Cremona ha intenzione di allestire una parte fissa e una parte mobile di opere: dunque, accanto ai tesori della Cattedrale di Cremona, che dunque nella città del Torrazzo già si trovano, vi saranno anche opere che, per un tot di anni, pur restando di proprietà della parrocchia di appartenenza, saranno trasferite a Cremona per essere mostrate al pubblico nel Museo. Per don Claudio una grossa opportunità, perché in questo modo si riconosce il valore dell’opera e la si affianca ai capolavori principali sparsi per la Diocesi cremonese, donando la visibilità che sin qui le è mancata a Casalmaggiore.

Non così però la pensa Massimo Araldi, ex sindaco di Casalmaggiore, che assieme al suo ex assessore alla Cultura Ferruccio Martelli, ha promesso di dare battaglia affinché quell’opera rimanga sempre a Casalmaggiore. “Perché – ha detto Araldi con la sua consueta vis polemica – quello che va a Cremona di solito non torna mai indietro”. Insomma, il prestito temporaneo, peraltro già approvato dalla Sovrintendenza dei Beni Culturali, non convince l’ex sindaco, che ha garantito di opporsi fino allo stremo al trasferimento. Il Cristo Deposto intanto osserva, sempre a San Francesco, dove – bollato per anni “semplicemente” come opera di un anonimo – forse s’è pure sorpreso per questa improvvisa impennata di attenzione nei suoi confronti…

G.G.

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