Cronaca
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Pasotto e Tascarella (CNC): "Punto nascita, la compensazione regionale è offensiva"

"Diciamo ai sindaci che non bisogna arrendersi, che bisogna provare tutte le strade possibili in regione e al ministero per far congelare il decreto per ulteriori approfondimenti. Chiediamo ai referenti politici, di ogni colore, di fare la propria parte"

CASALMAGGIORE – L’ottimismo non è il sale della vita. E non deve esserlo in queste sperdute lande, dove sono bastate poche promesse (tra le tante fatte in questi anni, e spesso disattese) per riaccendere la luce. Bando dunque alla soddisfazione espressa da più parti politiche. La perdita di un servizio non può essere neppure rapportata al ‘guadagno paventato’ di altri servizi. A pensarla così CNC che per bocca di Pierluigi Pasotto e Calogero Tascarella hanno fatto sentire la loro voce.

“Prendiamo le distanze da questo clima di eccessivo ottimismo e soddisfazione espressa da più parti in merito agli investimenti a fronte di un danno reale e tangibile, la chiusura del Punto Nascite. Pensiamo che una politica seria di investimenti debba comprendere risposte necessarie al nostro territorio. A partire dal mantenimento del Punto Nascita ma anche con investimenti in servizi medici generali di buon livello per gli anziani, visto che il 27% della popolazione casalasca è composta da ultra 65enni”

“Dei servizi ambulatoriali d’elite, dei massimi esperti non sappiamo cosa farcene, e peraltro riteniamo la proposta offensiva perché agisce in una logica di compensazione che non esiste. E poi i nostri amministratori regionali dimenticano che per avere servizi degni paghiamo tasse. Ed i lavoratori le pagano sino all’ultimo centesimo, senza paci ne condoni. Troviamo scandaloso che non sia stata presa in nessuna considerazione la proposta del Comitato a Difesa dell’Oglio Po di rivedere il POAS e ripristinare i primariati vacanti. Dall’Anestesia all’Ortopedia, dalla Pediatria alla Medicina”.

“Ci risulta inoltre inspiegabile come la direzione aziendale non abbia mai preso una posizione forte sul discorso dell’Ambito Territoriale. Crediamo che sia questo, il mancato raccordo tra Cremona e Mantova, uno dei motivi della mancata crescita dei parti all’Oglio Po. Ci risulta inspiegabile anche perché tante stanze siano dotate di più TV mentre risulta evidente che le priorità sono altre: primari, reintegro del personale, software”.

“Diciamo ai sindaci che non bisogna arrendersi, che bisogna provare tutte le strade possibili in regione e al ministero per far congelare il decreto per ulteriori approfondimenti. Chiediamo ai referenti politici, di ogni colore, di fare la propria parte anche con i propri referenti in regione e a Roma per fare qualcosa di concreto, e che finisca il triste e stucchevole gioco dello scaricabarile tra stato e regione che ha come unica sintesi la chiusura del Punto Nascita. Come cittadini di questo territorio meritiamo un trattamento migliore”.

Nazzareno Condina

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