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Fanghi, 'j'accuse' pesante di
Davide Persico: "Ci uccidiamo
con le nostre mani"

Ci stiamo uccidendo con le nostre compiacenti mani. La Pianura Padana è ormai ridotta ad un purulento ed insano orifizio sul quale continuiamo ad accanirci sino alla morte

SAN DANIELE PO – Un ‘J’accuse’ pesante quello del primo cittadino di San Daniele Po Davide Persico. E’ la presa di posizione contro un sistema, quello dello spargimento fanghi, che lascia più di una perplessità come spiega lui stesso.

“Dato l’odore nauseabondo e ‘chimico’ percepito tutto oggi (ieri, per chi legge, ndr) a San Daniele Po, e appurato che deriva dallo spargimento di ‘fanghi di depurazione’ su terreni agricoli in un comune vicino, mi chiedo, e chiedo anche se c’è qualcuno che sappia darmi una spiegazione logica: a cosa serve spendere milioni di euro in impianti di depurazione e decantazione per separare inquinanti dalle acque se poi questi concentrati vengono di nuovo ridistribuiti sul terreno? Qual’è il senso logico di una simile gestione ambientale? C’è qualche significato che mi sfugge a parte un profitto economico continuo a favore di qualcuno? Aiutatemi a capire perché l’unica cosa che mi gira in testa è una profonda incazzatura per l’impotenza di agire nella consapevolezza che ci stiamo uccidendo con le nostre compiacenti mani. La Pianura Padana è ormai ridotta ad un purulento ed insano orifizio sul quale continuiamo ad accanirci sino alla morte”.

Il messaggio ha acceso la discussione sul web. In tanti – anche amministratori – hanno condiviso e dato la propria solidarietà a Persico per un problema che resta aperto ed attuale.

redazione@oglioponews.it

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Commenti
  • Roberto Rossi

    Caro Sindaco, purtroppo l’Italia è questa e se va così è solo ed esclusivamente colpa del nostro popolo.

  • Dennis Pada

    Gli agricoltori che acconsentono sono una vergogna, perchè se anche la legge lo permette basterebbe avere un po’ di coscienza.

  • Cesare Vacchelli

    ..Infatti!!! Come comitati, da tempo chiediamo che si ponga fine a questa pratica altamente inquinante e quindi dannosa per la nostra salute e per tutte le specie. Lanciamo un appello affinché il dibattito sulla questione, ripreso a seguito del recente decreto governativo, abbia come scopo, in Parlamento e nel paese, quello di indicare soluzioni alternative e sostenibili allo spargimento dei fanghi in agricoltura.