Cronaca
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San Giovanni, dopo l'incidente sull'Asolana dal comune appello ai cittadini

Ha atteso che la bambina, Anna, stesse meglio e fosse fuori pericolo, dopo il ricovero agli Spedali Civili di Brescia, ora però il sindaco Pierguido Asinari intende mettere, coadiuvato dagli assessori Erica Maglia e Fabrizio Galli, i puntini sulle “i”.

Nella foto da sinistra Maglia, Asinari e Galli

SAN GIOVANNI IN CROCE – L’incidente di lunedì nel tardo pomeriggio, quando una bambina di 10 anni, mentre attraversava in bicicletta sulle strisce lungo l’Asolana a San Giovanni in Croce, è stata investita da un’auto di passaggio, non ha mancato di sollevare un polverone, al quale però l’amministrazione del comune casalasco intende ora rispondere. Ha atteso che la bambina, Anna, stesse meglio e fosse fuori pericolo, dopo il ricovero agli Spedali Civili di Brescia, ora però il sindaco Pierguido Asinari intende mettere, coadiuvato dagli assessori Erica Maglia e Fabrizio Galli, i puntini sulle “i”.

«Ho aspettato che Anna stesse meglio – ha affermato ieri il sindaco Asinari – per parlare in modo più sereno, perché l’attenzione dei giorni scorsi, almeno per me, era tutta concentrata sulla bambina e sulle sue condizioni di salute che ad ogni telefonata con i familiari erano sempre migliori. Ho seguito le discussioni che inevitabilmente seguono fatti drammatici come questo. Ho ascoltato e letto e sono rimasto deluso dal livello in cui scendono alcune persone che cavalcano la disgrazia per diffondere notizie false, immagino per avere un minuto di protagonismo o per creare allarmismi. Sono anche arrivate critiche pesanti al Comune senza fare la cosa più semplice: informarsi chiedendo. Non ho letto ad esempio che la strada è provinciale. Ma questa è la premessa di tutto».

«Ricordo – ha proseguito Asinari – che la bambina ha attraversato correttamente la strada sulle strisce pedonali, un segno orizzontale di sicurezza che abbiamo collocato proprio con quello scopo, forzando le nostre competenze su una strada che, lo ricordo ancora, è provinciale e su cui ogni intervento desiderato, ipotizzato o voluto, richiede pratiche burocratiche e trattative che talvolta vengono rimbalzate con dinieghi. Una strada che da sempre è fonte per questo paese di sviluppo e di pericolo e la cui sorte travalica il raggio di competenza di un’amministrazione comunale di 1900 abitanti, non dimentichiamolo».

«Sulla questione della velocità poi – prosegue il sindaco – c’è un tabù su cui la gente difficilmente si esprime. Si fanno allarmismi che invocano interventi per ridurre la velocità degli automobilisti. Si parla di automobilisti così, in modo generico, senza pensare che quegli automobilisti siamo proprio noi. Noi che per fretta, distrazione o leggerezza spesso e volentieri non teniamo conto dei limiti di velocità. Ci preoccupiamo della nostra velocità solo nei pressi di un autovelox, mai nei pressi di abitazioni: il pericolo che una persona possa inavvertitamente incrociare la nostra traiettoria spesso non ci tocca. Oltre al problema velocità c’è anche quello del traffico pesante: ho qui davanti a me il carteggio fra il sottoscritto, la Provincia di Cremona e la Prefettura, in cui da tempo lancio un grido di allarme sulla pericolosità della strada in questione, aumentata esponenzialmente dal passaggio di mezzi pesanti e mezzi da trasporto eccezionale, questione per cui mi sono speso legalmente contro il Comune di Piadena, che insieme alla Provincia e ad altri enti stava autorizzando il polo logistico che avrebbe portato decine e decine di autoarticolati sulla strada e sul paese, e che continuo a tenere alta con Provincia e Prefettura, e ad oggi non ho ricevuto alcuna proposta di risoluzione. Oggi chiedo supporto ai miei cittadini per ottenere insieme più interesse per la sicurezza della strada provinciale agli enti preposti»

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