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Treni, ci si mette anche il
maltempo: Trenord quasi trova
un "alleato" per spiegare i disagi

I ritardi, tra lunedì pomeriggio e martedì mattina, hanno toccato picchi significativi. Tanto che qualcuno ha poi apposto, davanti alla tabella oraria, anche un cartello ben chiaro in rima: "Treni cari e straripanti, gli studenti sono stanchi".

CASALMAGGIORE/BOZZOLO/PIADENA – Non potevano ovviamente mancare, già presenti in situazioni normali e acuiti dal maltempo, i disagi e i ritardi legati al malfunzionamento della rete ferroviaria sulla Parma-Brescia. La pioggia scesa scrosciante anche nel Casalasco e nella vicina Emilia ha infatti creato un disagio importante, che ha avuto poi ripercussioni su una linea già disastrata per conto proprio. E i ritardi, tra lunedì pomeriggio e martedì mattina, hanno toccato picchi significativi. Tanto che qualcuno ha poi apposto, davanti alla tabella oraria, anche un cartello ben chiaro in rima: “Treni cari e straripanti, gli studenti sono stanchi”.

Lunedì, in ogni caso, citiamo direttamente dalla app di Trenord: il treno 20347 (BRESCIA EST 13:50 – PARMA 15:48) è partito dalla stazione di Piadena con 67 minuti di ritardo per una necessaria sostituzione del treno previsto, e ha terminato il viaggio a Casalmaggiore. Il treno 20348 (PARMA 16:13 – BRESCIA EST 18:08) è partito dalla stazione di Casalmaggiore con circa 10 minuti di ritardo rispetto all’orario previsto, a causa dell’eccessivo ritardo accumulato dal treno corrispondente. “I clienti da Parma a Casalmaggiore possono prendere il treno 20350 (PARMA 17:04 – MANTOVA 18:39)” ha suggerito sempre Trenord.

E ancora, il treno 20349 (BRESCIA 14:50 – PARMA 16:48), abbiamo letto sulla app, viaggia con 15 minuti di ritardo in seguito ad un guasto, rilevato dalle apparecchiature di sicurezza del treno, che ha richiesto un intervento tecnico di ripristino. Il treno 20346 (PARMA 14:13 – BRESCIA 16:08) ha viaggiato con 22 minuti di ritardo perché, nella stazione di Casalmaggiore, è stato necessario richiedere l’intervento del soccorso sanitario in seguito al malore di un viaggiatore. Intanto per i pendolari dell’Oglio Po che dovevano raggiungere, sempre lunedì, Bozzolo e Piadena, sull’altra linea, ossia la Milano-Cremona-Mantova, il diretto da Cremona delle ore 17.30 è rimasto a lungo fermo per guasto agli impianti, con momenti di tensione vicino ai binari per l’ovvia arrabbiatura dei pendolari.

E martedì? Non è andata meglio: l’elenco dei treni mattutini sembra un bollettino di guerra: il treno 20337 da Brescia alle 7.50 non era ancora partito dopo mezz’ora, il treno 20368 da Parma alle 7.13 viaggiava con 14 minuti di ritardo per le ripercussioni, sulla circolazione ferroviaria, del ritardo di altri treni della direttrice. Infine, il treno 20331 da Brescia alle 5.50 viaggiava con 16 minuti di ritardo, in aumento, mentre il 20334 da Mantova alle 7.50 è stato soppresso. Tutto normale?

G.G.

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