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"Di che morte non moriremo",
suggestiva rappresentazione
a Santa Croce a Canneto

La rappresentazione sarà preceduta da interventi di Franco Testa, presidente AEMOC, e dal parroco di Canneto don Alfredo Rocca. Seguirà castagnata e assaggio di dolci.

CANNETO SULL’OGLIO – Anche quest’anno AEMOC, ente gestore dell’Ecomuseo Valli Oglio Chiese, continua la tradizione della cosiddetta “Cultura dei Morti”. Cornice dell’evento di stasera, venerdì 9 novembre alle ore 20.30, dal titolo “Di che morte non moriremo”, come consuetudine, la Chiesa di Santa Croce, meglio conosciuta come “Chiesa dei Morti”, un santuario unico nel suo genere in Italia, dove da secoli i cittadini cannetesi, ricordano i loro cari defunti costellando le pareti della chiesa con immagini fotografie ed opere d’arte.

Dopo aver approfondito nelle scorse edizioni la storia della Chiesa, la tradizione del rito dei defunti, l’arte funeraria ed altri aspetti collegati al tema della morte e del credo cattolico che vede nella resurrezione l’inizio di una nuova vita, quest’anno verrà dato spazio ad una toccante rappresentazione teatrale, basata sull’eccidio dei monaci trappisti di Tibherine in Algeria (con testi di Luca Bina). Non mancheranno come consuetudine gli accompagnamenti musicale del gruppo dell’ecomuseo. La rappresentazione sarà preceduta da interventi di Franco Testa, presidente AEMOC, e dal parroco di Canneto don Alfredo Rocca. Seguirà castagnata e assaggio di dolci.

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